Altri casi, l’ennesima conferma: le toghe si “scandalizzano” solo per il caso Ruby

A finire sul banco degli imputati sono i giudici, presi di mira su Facebook e sui blog con battute sferzanti o con giudizi molto pesanti. Perché – dopo alcune decisioni che hanno fatto crescere la rabbia della gente – si ha la conferma che per le toghe tutti possono essere perdonati, a tutti si possono ridurre le condanne, tranne a lui, il nemico numero uno,  Berlusconi, il “colpevole” per eccellenza. L’indignazione parte dalla scelta della Suprema Corte di rivedere la condanna in processo a cinque anni (già di per sé più leggera rispetto a quella data per il caso Ruby) a un dipendente di 60 anni accusato di violenza sessuale su una minore. Anzi, per essere più esatti, su una bambina di soli undici anni. L’attenuante della Cassazione è tutta nella convinzione che tra i due ci fosse «amore» e quindi una vera relazione sentimentale. P.L. aveva portato la bambina nella sua villetta in riva al mare quando, un giorno, sono stati trovati abbracciati sotto le lenzuola dai poliziotti che avevano fatto irruzione in casa. Erano entrambi nudi. I giudici della Corte di Cassazione, però, hanno aggiunto una parola chiave: «Innamorati». Questa sarebbe l’attenuante, che significa implicitamente accondiscendenza della vittima a consumare rapporti sessuali con l’imputato. Cinque anni di reclusione annullati, quindi, con gli atti rispediti alla Corte di appello di Catanzaro alla quale è stato ordinato un nuovo processo. Poi, tanto per citare un altro caso, resta ancora l’eco della riduzione di pena per don Ruggero, l’ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, nella zona di Selva candida a Roma, accusato di aver abusato di sette ragazzini che erano stati affidati sia nell’oratorio della chiesa sia in alcuni campi estivi. Troppe vicende per passare inosservate. Il tutto sul web si è trasformato nell’ennesima conferma: è indubbio, contro Berlusconi c’è stata persecuzione giudiziaria. Ma guai a dirlo ad alta voce, il rischio è di essere accusato di servilismo verso il padrone, tanto per usare i termini tanto cari alla sinistra.