Alfano in aula sulla protesta: c’è il rischio di una deriva ribellistica

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano riferisce alla Camera sulla rivolta dei Forconi e denuncia il rischio di una “deriva ribellistica genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare proprio sostengo organizzazioni antagoniste”. Per Alfano “c’è stato un fronte violento che ha violato le leggi: comprendiamo il disagio sociale, ma al tempo stesso non abbiamo esitazione nel dire che intendiamo difendere la libertà e la sicurezza dei cittadini”. Il ministro e vicepremier si è anche soffermato sul gesto ormai famoso dei poliziotti che si sono tolti i caschi: “Il gesto di alcuni agenti di togliersi il casco è stato strumentalizzato” e “leggerlo come un gesto di sostegno alla protesta è arbitrario e irrispettoso verso gli stessi agenti”. Quindi ha aggiunto che, per la necessità che “protesta restasse incanalata nella legalità”, “non è stata trascurata la ricerca di un’interlocuzione con gli organizzatori della manifestazione, ma il suo carattere eterogeneo non ha agevolato” tale interlocuzione”. Il Pd ha chiesto tolleranza zero contro i manifestanti (intervento di Emanuele Fiano), mentre il M5S (D’Ambrosio) ha invitato tutti a usare con maggiore cautela l’appellativo “fascista” usato per marchiare a fuoco ogni protesta sfavorevole al governo.

“Nella sua informativa alla Camera – ha commentato Maurizio Gasparri (FI) – il ministro dell’Interno ha speso parole di apprezzamento per gli agenti impegnati in queste ore a fronteggiare possibili disordini durante le manifestazioni dei Forconi in tutta Italia. Parole, parole e ancora parole. Vogliamo fatti”. Il vicepresidente del Senato ha continuato invocando un impegno del governo nella legge di stabilità: “Vogliamo che l’allarme del capo della polizia, Pansa, sia ascoltato – ha detto – e che le carenze di organico siano colmate. Proprio alla Camera è in corso l’esame della legge di stabilità. Alfano si impegni e faccia approvare i nostri emendamenti riguardanti il ripristino del turnover delle forze di polizia, che il governo Monti aveva limitato e che i governi Berlusconi avevano sempre garantito, affinché gli organici delle forze di polizia non siano compressi”.