A Strasburgo bocciata la risoluzione pro-aborto della socialista Estrela

Vittoria degli anti-abortisti e fuoriose polemiche nella plenaria del Parlamento europeo. Con soli 7 voti di scarto è stata cancellata la risoluzione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi, presentata dalla socialista portoghese Edite Estrela, in cui si chiedevano tra l’altro “servizi di qualità per l’aborto legali, sicuri e accessibili a tutti” e “regolamentazione e monitoraggio” della obiezione di coscienza, esprimendo preoccupazione perché i medici sono “costretti” a praticarla nelle cliniche religiose. La relatrice, subito dopo il voto (334 sì, 327 no, 35 astenuti) che ha sostituito il suo testo con una versione  sostenuta dai popolari del Ppe e dai conservatori dello Ecr, ha “deplorato” la “ipocrisia e l’oscurantismo” dell’aula. Sommersa da ‘buu’ e dai fischi dalla destra, applaudita dalla sinistra, la Estrela ha ribattuto “urlate, ma non mi farete tacere” e dopo aver aggiunto di “deplorare i movimenti estremisti e fondamentalisti” ha chiesto che il suo nome fosse cancellato dal testo approvato concludendo di essere “certa che gli elettori ricorderanno questa vergognosa votazione”.

La risoluzione bocciata chiedeva agli Stati di rimuovere ogni ostacolo all’aborto, ivi compresa, ad esempio, l’obiezione di coscienza (il rapporto allegato alla risoluzione precisa che in Italia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Polonia e Irlanda il 70% dei ginecologi e il 40% degli anestesisti invocano questo diritto in caso di aborto). Secondo il testo, “gli Stati membri dovrebbero regolamentare e sorvegliare il ricorso all’obiezione di coscienza nelle professioni chiave”. Il voto di Strasburgo, dichiara il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini, “ha espresso il fastidio prevalente del Parlamento europeo per la continua insistenza dell’area veterofemminista che ogni mese ripropone le stesse questioni a favore dell’aborto e del matrimonio omosessuale”.