A Carlantino, nel Foggiano, finisce in manette un sindaco del Pd: avrebbe intascato una mazzetta da 5mila euro

Con l’accusa di concussione i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Foggia hanno arrestato il sindaco di Carlantino, Dino D’Amelio, 47 anni, ingegnere ed esponente del Partito Democratico, che è ai domiciliari. Secondo l’accusa avrebbe preteso cinquemila euro da un imprenditore del posto con la promessa che gli sarebbero stati affidati dei lavori. I finanzieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Foggia, Marco Giacomo Ferrucci. Il sindaco respingerebbe ogni accusa asserendo che quel denaro sarebbe stato un contributo volontario da parte dell’imprenditore per la festa patronale. L’imprenditore che lo ha denunciato sostiene, invece, il contrario e sembra che avesse persino registrato la conversazione con il primo cittadino, da cui si sentiva messo sotto pressione per ottenere quella somma di danaro. Nonostante la giovane età, Dino D’Amelio vanta una lunga carriera politica ed amministrativa: prima nelle fila della Democrazia Cristiana, poi un passaggio lampo in Forza Italia, infine l’approdo al Pd, in cui era diventato sostenitore dell’attuale assessore regionale Elena Gentile, sia alle elezioni regionali che nell’ultimo congresso provinciale del partito. D’Amelio è stato per lungo tempo anche assessore ai lavori pubblici del piccolo paese dei Monti Dauni, e vicesindaco di Vito Guerrera fino al 2010 quando si candidò a sindaco di Carlantino, al posto di Guerrera, vicendo le elezioni municipali.