Voleva tagliare i costi della politica. Condannato per peculato il capogruppo sardo dell’Idv

La prima condanna è arrivata da Cagliari, dove tutto era cominciato. Un anno e otto mesi per peculato e interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo al consigliere regionale Adriano Salis, ex capogruppo dell’Italia dei Valori, accusato di essersi appropriato di circa 60 mila euro – poi scesi a 20 in base a nuovi calcoli – di fondi del gruppo Misto della precedente legislatura e averli spesi in modo improprio. Per lui, ancora in carica e presente oggi in aula alla lettura della sentenza, presto potrebbe scattare la sospensione dal Consiglio regionale della Sardegna per gli effetti della legge Severino. I riflettori tornano dunque sul capoluogo sardo, dove due anni fa la Procura – dopo le rivelazioni di una dipendente del gruppo Misto – aveva dato vita alla prima grande inchiesta italiana su come numerosi onorevoli stavano consumando le risorse destinate alle spese istituzionali dei gruppi. Un’indagine ripresa poi da molte altre Procure di varie regioni che oggi ha visto pronunciata la prima sentenza di condanna. L’ha disposta il Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, lo stesso che nei mesi scorsi aveva mandato a giudizio tutti i primi venti consiglieri accusati di peculato: oltre a Salis, l’unico ad aver scelto il rito abbreviato, altri 19 coinvolti nell’indagine sul gruppo Misto ora vengono processati in due distinti dibattimenti.

Accolte dal Gup, almeno in parte, le richieste del pm Marco Cocco: aveva sollecitato 3 anni per Salis, ma il giudice ha applicato le attenuanti generiche. «Aspettiamo di leggere le motivazioni – si è limitato a dichiarare a fine udienza il difensore di Salis – poi decideremo cosa fare». In campagna elettorale, l’uomo di punta di Antonio Di Pietro in Sardegna, già capolista a Cagliari per la lista Idv, aveva al primo punto del suo programma elettorale il taglio dei costi della politica. Dopo le elezioni le cose sono andate un po’ diversamente.

Quando chiedeva il voto per tagliare i costi della politica