Una volta nello “scandalo” della doppia poltrona del renziano De Luca. L’Antitrust ordina: deve dimettersi

Lo scandalo era evidente a tutti, tranne che all’interessato, da sette mesi, da quando il sindaco di Salerno, il renziano Vincenzo De Luca, aveva assunto le deleghe di sottosegretario alle Infrastrutture senza rinunciare, come impone la legge, alla poltrona di primo cittadino. Stavolta, però, a mettere il dito nella piaga ci ha pensato l’Antitrust che ha sentenziato che De Luca “è incompatibile” con il ruolo occupato al governo. Stamani il provvedimento del presidente Giovanni Pitruzzella è stato pubblicato sul sito dell’Autority e inviato ai presidenti del Senato e della Camera e sarà notificato al sindaco e al consiglio comunale di Salerno. Entro 60 giorni dalla notifica De Luca potrà ricorrere al Tar del Lazio o produrre entro 120 giorni un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Nelle motivazioni l’Autority respinge la richiesta di proroga del termine di conclusione del procedimento presentata da De Luca due giorni fa “perchè tardiva”. De Luca sosteneva infatti la necessità “di produrre documentazione integrativa”. Per l’Agcm il giuramento prestato da de Luca il 3 maggio scorso come sottosegretario fa scattare l’incompatibilità, perchè “i titolari di cariche governative non posso ricoprire la carica di sindaco in un comune con più di 5000 abitanti”. Solo qualche giorno fa il ministro Lupi aveva sollecitato il sottosegretario, durante il question time: «Fin dall’inizio del mio mandato ho sentito la necessità di acquisire dall’onorevole De Luca la dichiaratoria dalla cessazione della carica di sindaco di Salerno e tale esigenza è risultata ancora più avvertita sia per la necessità di rispondere alle vigenti disposizioni di legge sia sotto il profilo dell’opportunità di risolvere situazioni anche solo di potenziali conflitti di interesse connesse a tematiche riguardanti la città di Salerno».