In taxi ad Amalfi con 900 euro: le spese pazze di due consiglieri Pd. Come Totò, Peppino e la dolce vita…

Novecento euro (pagati dalla Regione Emilia) per affittare un “taxi blu” e farsi condurre molto comodamente da Napoli ad Amalfi per in tragitto di 70,6 chilometri. Protagonisti dell’allegra trasferta champagnona due consiglieri regionali del Pd dell’Emilia Romagna del Pd. Uno è Marco Monari, ex capogruppo costretto alle dimissioni (non da  consigliere), l’altro è Roberto Montanari, anche lui un ruolo prestigioso di coordinatore regionale alle spalle. I due amici non hanno perso tempo ad accettare l’invito per partecipare al convegno di AreaDem, la corrente di Franceschini, tre giorni in Costiera amalfitana. A spese pubbliche, inserite nella rendicontazione delle spese del gruppo consigliare, anche se è tutto da verificare che la partecipazione a una convention di corrente sia ascrivibile al capitolo spese istituzionali per le quali è previsto il rimborso.

Volete poi che la coppia dopo l’affitto dell’auto blu (nella fattura si legge “servizio limousine”) si potesse accontentare di un hotel qualsiasi? E allora spuntano altri ottocento euro per due notti alla “Bussola”, quattro stelle. Un po’ alla “Toto, Peppino e la dolcevita”, nel film di Corbucci, l’impareggiabile coppia,  accecata dal luccicchio della capitale degli anni ’60, non bada a spese per rimorchiare le due americane a suon di champagne e un francese maccheronico. Chissà Marco e Roberto che figurone avranno fatto arrivando al seminario di Franceschini scendendo freschi come due pupi, malgrado i quaranta gradi di luglio,  dalla limousine “di servizio”. E dire che gli organizzatori si erano prodigati per far spendere il meno possibile ai congressisti allegando al programma una serie di opzioni molto cheap per i trasferimenti, dai 7 euro per il traghetto da Salerno ad Amalfi, al massimo 120 euro per stare comodi in aereo.

Lo scandalo è solo la punta dell’iceberg del capitolo spese pazze della Regione rossa finito sul tavolo della Procura di Bologna. Nell’inchiesta per peculato le Fiamme Gialle hanno trovato oltre 35mila scontrini da verificare, uno tsunami che coinvolge l’Emilia sconfessando la fama di buona e oculatata amministrazione. Il fattaccio ha fatto arrabbiare anche alcuni colleghi di partito, di area renziana naturalmente. Piergiorgio Ricciardiello vuole rottamare il malcostume dei due tamarri, direbbero in costiera: «Ok, i casi sono 2. Primo, viene immediatamente smentito dai membri del gruppo qualsiasi utilizzo di auto in affitto per cifre del genere. Secondo, chi ha messo a rimborso una spesa del genere lascia immediatamente il consiglio regionale senza ulteriori considerazioni». Ma dove vive?