Un report della Coldiretti annuncia un Natale spoglio della metà dei regali. E lo shopping punta sull’acquisto utile

Dopo il carrello mezzo vuoto, prepariamoci ad affrontare il triste spettacolo dell’albero di Natale spogliato della metà dei pacchi dono, oltre che dell’eccentricità delle scelte operate nella selezione dei cadeau. A ricordarci che la crisi morde, continuando a stringere nella sua morsa i già provati consumatori, è ancora una volta la Coldiretti che, in vista dello shopping di dicembre, propone un indagine di mercato dalla quale si evince che quasi sei italiani su dieci (una proporzione che equivale alla percentuale del 58 per cento) ritengono di avere minore potere di acquisto rispetto allo scorso anno. Di più: l’analisi in oggetto, sulla base della Christmas survey 2013 evidenzia che su cifre e dati frena anche l’incertezza sul futuro. Il 56% degli italiani ritiene infatti che la situazione economica peggiorerà, contro il 41% degli europei anche se – sottolinea il report della Coldiretti – la percentuale dei nostri connazionali che si aspetta un miglioramento già nel 2014 è aumentata notevolmente, passando dall’8% del 2012 al 18% attuale. Un ottimismo di base che non incide, però, sul globale della situazione attuale: e visto che, cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non si modifica, per la proprietà transitiva dell’uguaglianza il risultato denuncia comunque un taglio del 5% del budget destinato alle festività di fine anno, con il resto di un deciso orientamento verso regali utili. D’altro canto, con il portafoglio semivuoto gli italiani hanno imparato a riscrivere l’elenco delle priorità e a fare di necessità virtù, anche per la lista della spesa. E dopo aver depauperato la dispensa imparando anche a surrogare, ovviando ai costi della carne con l’acquisto delle uova, e tornando alle preparazioni casalinghe di pane e dolci, ora il catalogo delle priorità da riformulare declinato alla recessione riguarda lo shopping natalizio, a proposito del quale – sottolinea la Coldiretti – la media è di una spesa per ogni singolo regalo di circa 36 euro, con una tendenza verso il calo degli acquisti di abbigliamento, tecnologie e divertimenti: a dimostrazione che, in tempi di necessità, i bisogni cambiano e i gusti si adeguano alla compatibilità con il salvadanaio. Un po’ come successo per la cucina e le nuove mode alimentari – che più per necessità che per spirito vintage rivitalizzato da dotti processi di riappropriazione culturale, hanno optato per ripartire dal riciclo degli alimenti e dalla tradizione popolare – anche nella spesa, di qualunque tipo, l’italiano campione delle indagini di mercato riparte dall’indispensabile. E allora, a compendio del report, la Coldiretti riserva una curiosità che non desta sorpresa più di tanto, allineandosi di fatto all’andamento economico senza iperboli e con molti picchi in discesa: la spinta verso l’acquisto utile premia l’enogastronomia, anche per l’affermarsi di uno stile di vita più morigerato – e forzatamente più frugale – che snobba i costosi vezzi della haute cousine e guarda con favore alla riscoperta dei menù della cucina come arte povera, che a tavola si concretizza con la preparazione “fai da te” di ricette personali per serate speciali, o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Rigorosamente rivedute e corrette dalla spending review.