Toh! Anche le spie europee intercettano: ora il “Guardian” dà una mano ad Obama

Oramai, se non vogliamo essere spiati,  non ci resta che affidare le nostre comunicazioni ai piccioni viaggiatori o ai “pizzini”. Non bastava la rivelazione dell’impressionante apparato di intercettazioni allestito dall’americana Nsa. Ora apprendiamo anche che i servizi segreti di Germania, Francia, Spagna e Svezia avrebbero messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e Internet in stretta collaborazione con il Gchq, l’equivalente britannico della Nsa americana. Lo riferisce il Guardian, lo stesso giornale da cui sono partite le rivelazioni sul Datagate.  Lo sviluppo di questa rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti della “talpa” Edward Snowden.  Dai file emerge che il Gchq svolgeva un ruolo di consulente nell’aiutare i partner europei ad aggirare le leggi nazionali che limitano i poteri delle agenzie di intelligence.

Apprendere che, insieme agli americani, erano anche inglesi, francesi, tedeschi e svedesi a spiare le nostre conversazioni telefoniche non è cosa che ci rincuora. Anzi, diciamo che abbiamo tutto il diritto di sentirci allarmati e indignati, anche considerando il peso che “manine”, “soffiate”  e rivelazioni ad orologeria varie hanno avuto nel condizionare (non certo in meglio) la vita pubblica nazionale in questi ultimi anni. E  nella considerazione anche che la mole delle informazioni riservate è ciò che costituisce, realmente, il potere nella odierna  società globale della conoscenza. Fino a qualche anno fa, quando gli Stati nazionali avevano ancora un minimo di sovranità, il potere politico si difendeva attraverso gli arcana imperii. Oggi invece il potere politico è destrutturato dal mito della trasparenza assoluta. Ma non si può davvero che la democrazia ne abbia tratto giovamento, visto che l’avanzata del potere della informazione-comunicazione permette un controllo delle coscienze ancor più pervasivo. Ecco perché lasciano un po’ perplessi queste ultime rivelazioni del Guardian. E non si tratta della loro fondatezza o meno, ma della loro  tempistica e  del loro uso politico. Guardacaso, il Guardian rivela che anche alcuni Stati europei hanno costruito una rete di intercettazioni  proprio  quando le autorità americane accusano i governi del vecchio Continente di “ipocrisia” per le accuse rivolte a Washington a seguito del Datagate. È recente peraltro l’iniziativa di Germania e Brasile di una bozza di risoluzione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per richiedere il rispetto della normativa sulla privacy dei cittadini. Morale della favola? Dopo il Datagate tutti i governi sono più deboli e il potere politico ancora più screditato, al di qua e al di là dell’Atlantico. Tutti sono più deboli, eccetto coloro che detengono le informazioni riservate. E  che le propagano ad arte, secondo i tempi e i modi per loro più convenienti.