Storace dà la sveglia allo “Zingaretti addormentato”: riapre il pronto soccorso in provincia

Il pronto soccorso di Ceccano va verso la riapertura. Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la risoluzione proposta da Francesco Storace, capogruppo de La Destra verso Alleanza nazionale, che impegna il presidente della Regione a ripristinarlo, per evitare il continuo intasamento dello Spaziani di Frosinone e i disservizi che i cittadini sono costretti a subire. Peccato, ha osservato Storace, che la risoluzione non sia stata votata «dal movimento 5 stelle e ci si stata l’astensione di Sel, e di due consiglieri del Pd». La risoluzione, ha spiegato ancora, «è stata firmata anche da tutti i consiglieri eletti in Ciociaria Buschini, Fardelli, Bianchi e Abbruzzese». Dopo l’approvazione, il leader della Destra verso An ha ringraziato maggioranza e opposizione per il lavoro comune e ha auspicato «che dal sindaco della città si comprenda che non è il tempo della polemica verso chi ha lanciato la proposta pro-Ceccano, ma della soddisfazione per un primo risarcimento alla città. Storace, si legge in un  comunicato, «ha anche voluto ringraziare pubblicamente i rappresentanti ceccanesi del Movimento, a partire da Loreto D’Emilio, per aver sollecitato l’iniziativa consiliare approvata». Storace a fine ottobre aveva presentato il documento nel quale spiegava che l’ospedale di Frosinone, in particolare il suo pronto soccorso, versa in una situazione sempre più critica, con un afflusso di pazienti che aumenta in misura esponenziale di giorno in giorno, di gran lunga superiore alla capacità di accoglienza della struttura. «Troppo spesso – si legge nel documento –  ormai si assiste a scene di persone bisognose accatastate, parcheggiate lungo i corridoi, in spazi comuni angusti e senza la minima privacy; si rivelano troppo pochi i posti letto a disposizione nel reparto di osservazione breve, adiacente a quello del pronto soccorso, dove, di solito, stazionano i pazienti in attesa che si liberi un posto letto nel reparto di competenza. Anche il personale scarseggia e per questa ragione spesso si potrebbe trovare al limite della lucidità nel rispondere alle richieste dell’utenza, con soli tre medici sui quattro  previsti, e sette infermieri costretti a dar fondo alla propria abnegazione, sotto pressione per ore e a fare lo slalom tra le barelle». Una denuncia precisa e puntuale, ora è arrivato il primo sì del Consiglio regionale e Zingaretti non può più far finta di nulla.