Una “tweet storm” dei sostenitori per il ritorno in Italia di Latorre e Girone

Nel giorno delle Forze armate, il governo ricorda i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti ingiustamente da quasi due anni in India per una storia poco chiara legata all’uccisione di due indiani. Ma i marò hanno preceduto gli esponenti del governo mandando i loro auguri in Italia: «4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Italiane, possa giungere a voi tutti, in Italia ed all’Estero, il mio più caloroso quanto sentito augurio», ha infatti scritto su Facebook il fuciliere del battaglione San Marco, il tarantino Massimiliano Latorre. Sono tanti i commenti degli internauti che alle parole di Latorre rispondono con inviti a «tenere duro» perché «l’Italia migliore è con voi». Con «l’augurio – si legge anche – che possiate ritornare presto nella vostra patria» e «l’ammirazione per l’esempio di fedeltà» che i due fucilieri stanno dimostrando. E per dimostrare la vicinanza di una parte dell’Iralia ai due marò, c’è un “tempesta” di tweet, una “Tweet storm”. Così la comunità dei sostenitori dei fucilieri del battaglione San Marco chiede il rientro in patria dei marò pugliesi trattenuti in India. Si stanno organizzando da giorni sul web per insistere sulla «liberazione dei nostri due fratelli leoni che l’Italia ha dimenticato ma noi non lo faremo», scrivono gli internauti. Ogni utente si collega su Twitter esprimendo un pensiero sui due fucilieri con gli hastag “marò”, “italiaalzalavoce”, “liberisubito” e “nondimentichiamoli”. All’iniziativa si unisce anche il presidente della commissione Difesa alla Camera, Elio Vito, che ha twittato: «Un saluto ai nostri militari all’estero e in Patria». Intanto c’è stato un collegamento il videoconferenza dall’India con il ministro della Difesa Mario Mauro: «Sappiamo quanta strada il governo deve fare per raggiungere il traguardo: un traguardo che non abbiamo dimenticato e che è quello di tornare a casa. E sappiamo anche quanti passi, quante difficoltà e quanti periodi duri dovremo ancora affrontare», ha detto il fuciliere di Marina Salvatore Girone: «Con dignità, però, come militari – ha proseguito Girone – ci auspichiamo di giungere presto a questo traguardo per poter dire ai nostri figli: “papà sta tornando a casa”». Entrambi i marò hanno quindi rivolto il proprio ringraziamento «al capo dello Stato Giorgio Napolitano per le belle parole di sostegno spese anche oggi nei nostri confronti». «Il 4 Novembre – ha quindi affermato Massimiliano Latorre – assume per tutti noi italiani un valore forte. Chi ha nel cuore la nostra bandiera non può che gioire». Ottimista anche il ministro degli Esteri Emma Bonino: «Penso che alcune cose si stiano muovendo e in questo senso stiamo lavorando», dicendosi fiduciosa sull’esito della vicenda dei marò. «Spero di riuscire a portare a buona conclusione un dossier ereditato con grandi complessità e con alcune grandi contraddizioni e alcune farraginosità», ha detto. Non è molto d’accordo l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa (Fdi) il quale parla della vicenda dei marò «ancora trattenuti incredibilmente in India» e chiama in causa «un’assenza di vero impegno di tutto il sistema Italia per riportarli a casa». «Si tratta della dignità nazionale – spiega – se anche per avventura i due marò ci dicessero “ci troviamo bene in India” non cambierebbe nulla perché il problema è che viene lesa la dignità nazionale. Mai è stato immaginabile che due servitori dello Stato potessero essere trattenuti per aver svolto il loro servizio in un paese straniero. Semmai tocca all’Italia verificare il loro comportamento e giudicarli». L’inviato speciale del governo Staffan de Mistura intende rassicurare quanti si preoccupano per la sorte dei nostri due connazionali: «Il lavoro per riportare a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è costante, determinato e pressante anche quando avviene con discrezione e senza rumore».