“Smetti di fumare”: al via la campagna contro il tumore al polmone. Ma in Italia le fumatrici aumentano

Nonostante il calo del loro numero registrato in Italia negli ultimi 15 anni (dal 31% del 1997 al 21% nel 2013), i fumatori restano un esercito di oltre 10 milioni di persone. E le donne fumatrici crescono in percentuale rispetto ai fumatori uomini e se smettono lo fanno con una fatica doppia rispetto agli uomini, 6% contro 13%. Lo rivela una ricerca di Gfk Eurisko voluta dall’Associazione Walce Italia (Women against lung cancer), che ha lanciato la campagna rivolta alle donne Smetti di fumare, a novembre, mese dedicato alla sensibilizzazione contro il tumore del polmone. Smetti di fumare è anche il titolo del video che vede la partecipazione di Elena Barolo (conduttrice, attrice e blogger), Sergio Muniz (modello e attore) e Igor Cassina (campione olimpico di ginnastica artistica), personaggi noti che nel video offrono consigli preziosi per lasciarsi il vizio del fumo alle spalle.

L’indagine Gfk Eurisko, realizzata col contributo di Lilly Italia, è stata svolta utilizzando dati raccolti negli ultimi 15 anni su 9560 individui dai 18 anni in su, rappresentativi della popolazione italiana. Secondo i risultati, gli oltre 10 milioni di fumatori italiani accendono mediamente più di 14 sigarette al giorno. Calcolando un prezzo medio a pacchetto di 4 euro, si parla di quasi 30 milioni di euro che ogni giorno vanno in fumo, pari a 11 miliardi l’anno. Senza contare i costi per la salute, per la sanità pubblica, per la qualità di vita. «Ma proprio sulle donne – dice Silvia Novello, Pneumo-oncologa dell’Università di Torino e Presidente Walce – sembra necessaria una specifica sensibilizzazione considerato che sembra che la percentuale di fumatrici sia in crescita e che facciano fatica a smettere anche in momenti delicati come la gravidanza». Sono 4,5 milioni le donne che fumano, in una fascia di età fra i 25 e 54 anni. Una su 4 ha figli minorenni. E le donne fumatrici prima di aver figli riprendono la sigaretta, in media, entro 8 mesi dopo il parto, la metà entro 2 mesi.