Sanità, Zaia: non servono archistar per costruire gli ospedali, spendiamo di più per i servizi

Gli ospedali possono essere belli senza avere bisogno di progetti costosi, magari firmati da archistar, per risparmiare e utilizzare il denaro in servizi e macchinari. È la nuova crociata del governatore del Veneto Luca Zaia in tempo di tagli da spending review che ha pronta una delibera che porterà poi in Conferenza delle Regioni facendo fare al modello veneto in sanità, tra quelli meno costosi, un ulteriore salto di qualità, ‘cifra’ che gli è già stata riconosciuta con i cosiddetti costi standard. Si tratta in sostanza di vincolare la costruzione degli ospedali e delle strutture sanitarie alle esigenze di servizio e non necessariamente alla bellezza ‘tout court’. E l’asse politico del Nord trova subito consenso con il governatore del Piemonte Roberto Cota e la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che reagiscono favorevolmente alla delibera che Zaia si appresta a presentare. Così Cota fa sapere che “appoggio la battaglia del presidente Zaia per ospedali funzionali ed efficienti. Chiediamo l’applicazione dei costi standard anche per quanto riguarda i fondi per l’edilizia sanitaria”. Mentre Serracchiani ricordando che la sua Regione è a statuto speciale afferma “noi abbiamo un sistema sanitario autonomo da quello nazionale e sostenuto esclusivamente dalle nostre risorse in bilancio. Quindi garantire servizi sanitari efficienti ai nostri cittadini significa anche fare esercizio di buona amministrazione e sobrietà”. Davanti agli occhi Zaia ha due ospedali veneti, quello All’Angelo di Mestre (Venezia), con le sue grandi vetrate a vela che coprono una facciata del nosocomio e fanno da ‘tetto’ a negozi, bar e mense progettato dall’architetto Carlo Aymonino e quello di Santorso a Thiene (Vicenza), con le sue palazzine colorate e accesso a tutto vetro realizzato da Alberto Altieri. In Veneto ci sono una decina di strutture in costruzione ed ampliamento e poi c’è il superospedale di Padova – investimento di 600 milioni di euro – tutti ambiti sanitari che si potrebbero fare guardando all’essenziale “come faceva Le Corbusier” dice Zaia che aggiunge “abbiamo calcolato che si potrebbero risparmiare decine e decine di milioni che potremmo reinvestire al servizio dei pazienti”.

“Nessuno vuole estromettere architetti di fama dalla progettazione, per carità – dice Zaia – ma credo che le amministrazioni pubbliche abbiano il dovere di fissare dei paletti a tutela dei malati, dei medici, anche dell’economia di costruzione e di gestione”. “Non vorrei che dalle scintillanti vetrate dell’inaugurazione – aggiunge – si passi poi a una cattiva e dispendiosa gestione manutentiva del decoro. Meno soldi in architettura, strutture più funzionali e facili da gestire, più soldi per letti e macchinari”. “Una volta approvata la delibera, porrò il tema anche alla Conferenza delle Regioni dove il Veneto è coordinatore per la sanità – rileva Zaia – se abbiamo vinto la battaglia sui costi standard possiamo vincere anche questa e fissare dei principi sull’edilizia ospedaliera a livello nazionale”.