Roma, scatta l’ora X per il varo del bilancio comunale. E l’opposizione affila le armi in Campidoglio

Dopo le polemiche, le discussioni, le trattative col governo oggi pomeriggio la giunta del Campidoglio dovrà varare la manovra di bilancio 2013.  Dopo l’ok inizierà il conto alla rovescia con il parere dei Municipi, l’incontro con le parti sociali, la discussione in aula. È una corsa contro il tempo perché se malauguratamente la manovra non dovesse essere approvata entro il 30 novembre, il Comune rischia il commissariamento. Gli occhi sono puntati sul temuto aumento della fiscalità. Ma pare che anche Ignazio Marino si sia reso conto che non è possibile tartassare i romani con altre imposte. L’impianto del bilancio sembra confermato. Degli 867 milioni necessari a far quadrare i conti, circa 600 verranno «coperti» dal governo. Altri 100 milioni circa arriveranno dalla Regione per il trasporto pubblico locale. Il resto proviene da diverse voci: 20 milioni dai dividendi Acea, 10 milioni dai fondi per la raccolta differenziata, altri 15 delle norme sugli affitti. I tagli alla spesa saranno intorno agli 80-90 milioni di euro, senza però andare ad intaccare il sociale. «Io non mi aspetto ostruzionismo», ha commentato il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Il sindaco ha annunciato inoltre che il Campidoglio non utilizzerà tutti i fondi autorizzati dal decreto legge “Salva Roma”, per risanare le casse comunali dal default, una parte li conserverà per destinarli al bilancio di previsione 2014. «La somma autorizzata dal decreto è 485 milione di euro. Noi pensiamo di utilizzare una somma minore per avere delle riserve per il 2014. Voglio chiudere anche il bilancio del 2014 entro il 31 dicembre e lo faremo. Come abbiamo chiuso Malagrotta chiuderemo il bilancio». Dal Pdl, Lavinia Mennuni, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici, osserva che «è improponibile alzare l’Irpef, i cittadini romani sono già notevolmente tartassati. Vedremo bene cosa prevede il documento, ma sicuramente ci sono dei settori sui quali non si può non investire. Così come non si può pensare di non investire sull’edilizia scolastica, perché sul territorio romano ci sono molte criticità e segnalazioni. Se questi temi non saranno trattati adeguatamente presenterò  una montagna di emendamenti».

Dario Rossin di Fratelli d’Italia ha fatto sapere intanto che «in attesa di conoscere nel dettaglio quali saranno le proposte che l’assessore al bilancio vorrà illustrarci per il consuntivo 2013, invitiamo il sindaco a essere cauto prima di profondersi in slanci di ottimismo sull’approvazione del documento anche da parte dell’opposizione. Un ammonimento che serve a chiunque voglia far passare il centrodestra come un cagnolino scodinzolante e comandato dalla sinistra».