Roma, dilaga la prostituzione minorile: arrestato il “disturbatore” televisivo Paolini

Fino a tarda notte gli investigatori sono stati impegnati in una serie di perquisizioni in abitazioni frequentate da Gabriele Paolini, 39 anni, il noto «disturbatore televisivo» che è stato arrestato dai carabinieri a Roma per induzione della prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Paolini non ha una residenza fissa: obiettivo dei controlli era trovare e sequestrare fotografie e filmati nei quali Paolini comparirebbe in compagnia di minorenni, ragazzini con i quali – secondo l’accusa – sarebbe impegnato in rapporti sessuali. E proprio alcuni filmati lo avrebbero incastrato. Paolini è conosciuto per le sue “incursioni” durante i collegamenti tv. L’ultima risale all’ottobre scorso in una strada dell’Ostiense a Roma: seminudo, stringendo in pugno un megafono, aveva annunciato di voler scendere in politica con il «Movimento del sesso». Le indagini dei carabinieri sul suo conto si stanno concentrando in particolare su due minorenni, forse di età compresa tra i 14 e i 16 anni, che sarebbero per ora le uniche due vittime. Da loro gli investigatori vogliono capire se ci sono altre persone coinvolte, in particolare ragazzini. I file contenuti nel computer vengono passati al setaccio alla ricerca di qualsiasi elemento utile che possa far risalire ad eventuali altri episodi. Lo stesso Paolini sarà ascoltato in queste ore per far ulteriormente luce sulla vicenda. Paolini, personaggio controverso della televisione italiana e spesso alle prese con cameramen e presentatori televisivi durante le sue azioni di disturbo in tv, ha diversi precedenti per molestie ed ha lavorato anche come attore nel cinema porno fino al 2006. In passato ha promosso iniziative provocatorie sull’uso del condom. Dopo la vicenda delle baby squillo ai Parioli nella capitale c’è allarme per questo altro caso che vede coinvolti minori in vicende di prostituzione. Ma stavolta l’unico a finire sotto i riflettori delle accuse è Gabriele Paolini, che adesso dovrà difendersi dalla contestazione di reati pesanti.