Roghi e fumi tossici: a Roma i campi nomadi come la Terra dei fuochi. Ma nessuno si scandalizza

Roghi e fumi tossici: i campi nomadi a Roma come la Terra dei fuochi a Napoli. Da settimane i cittadini di Tor Sapienza protestano contro le colonne di fumo che si sprigionano dal campo di via Salviati, un fenomeno che si ripete anche in altre zone della Capitale. Più volte sono scesi in piazza per rivendicare “decoro, legalità e servizi”: il campo si è trasformato in una fonderia abusiva in cui vengono “lavorati” i metalli e il rame rubati. È emerso anche durante l’ultima operazione di controllo, che ha portato al sequestro di almeno dieci furgoni adibiti al trasporto di rifiuti pericolosi e di tre tonnellate di materiale da discarica che si trovavano già ammassate sui furgoni e pronte per essere smaltite abusivamente. Materiale ferroso, pneumatici e vernici contenenti solventi nocivi per l’ambiente di cui si disconosce sia la provenienza che la destinazione. «Non ne possiamo più, abitiamo accanto ai nomadi e il problema principale sono i fumi tossici. Li respiriamo continuamente, qualcuno deve fare qualcosa, non ce la facciamo più», dicono esasperati nel quartiere. Per evitare di inalare quell’aria pestilenziale si segregano dentro casa. Ma non basta. Così come non bastano le proteste per scuotere Ignazio Marino. Il sindaco continua a chiudere gli occhi e a pagare il conto ai rom: alle primarie del Pd ci furono code di nomadi, durante la campagna elettorale fece propaganda all’interno dei campie appena insediato ha subito allargato le maglie. Ha tollerato risse, furti, scippi, nuove ondate di arrivi e gli incendi di metalli che provocano inquinamento dell’aria e delle falde acquifere. E l’allarme non riguarda solo il campo di via Salviati. Nella stessa situazione si ritrovano i romani che vivono attorno a tutti i campi rom sia legali che abusivi. Una situazione analoga a quella che vivono i cittadini delle Terre dei fuochi costretti a respirare l’aria fetida dei roghi della spazzatura. Per loro c’è mobilitazione. E le loro voci finalmente cominciano ad essere ascoltate. Quelle invece che si alzano dai cittadini romani passano sotto silenzio. Una differenza di trattamento che lascia pensare che i rom siano quasi considerati “categorie protette”.  «Faremo un’interrogazione al sindaco», annuncia il capogruppo in Campidoglio di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera. «Quello dei fumi tossici – dice – è un problema che si protrae da tempo e in questi mesi si è aggravato notevolmente, grazie anche al permissivismo della nuova giunta. Il sindaco ha infatti eliminato ogni sorta di controllo, smantellando i servizi di polizia municipale all’interno dei campi. Era un servizio efficiente che serviva per contrastare le illegalità all’interno degli insediamenti abusivi, ma anche di quelli legali come è appunto il campo di via Salviati. ma i cittadini non possono pagare un prezzo così alto».