Riga, crollo del tetto del supermercato: sono 43 i morti ma si teme che il bilancio aumenti

Sono almeno 43 le vittime per il crollo del tetto del supermercato a Riga. Per la tv pubblica 40 persone potrebbero essere ancora intrappolate. Restano sconosciute le cause dell’incidente, ma il governo ha evocato possibili problemi con l’adempimento dei criteri prescritti per la costruzione dell’edificio. Alla periferia di Riga giovedì è crollato il tetto di un affollato supermercato. Almeno 50 persone, infatti, risultano intrappolate e c’è una trentina di feriti. Non è chiara l’origine del crollo dell’edificio, che – quasi una beffa – nel 2011 vinse un premio d’architettura. Alla tv il vicesindaco di Riga, Andris Ameriks, ha parlato di un’esplosione che ha fatto abbattere il tetto su una superficie di cinquecento metri quadrati. I media locali hanno però riferito che sul tetto erano in corso lavori. Numerosi i vigili del fuoco accorsi sul posto insieme a 17 ambulanze. I soccorritori sono riusciti a evacuare una quindicina di persone dall’area prima di scoprire i corpi delle vittime. Il sindaco della capitale lettone, Nils Usakovs, ha convocato per le prossime ore una riunione straordinaria del consiglio municipale insieme con i responsabili dei servizi di soccorso. Il centro commerciale fa parte della catena lituana Maxima, che opera anche in Lettonia, Estonia e Bulgaria ed è il più grande datore di lavoro negli Stati baltici, impiegando quasi 30.000 persone. Il governo di Riga ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e ha stanziato dei fondo per le famiglie delle vittime.

La Russia detiene il macabro primato di incidenti analoghi a quello del supermercato di Riga, sempre a causa del peso della neve: quattro volte negli ultimi dodici anni il crollo di un tetto, quasi sempre sotto il peso della neve, ha provocato complessivamente 114 morti. Ma sono molte le sciagure di questo tipo avvenute in Europa. Il 23 febbraio 2006 66 persone sono rimaste uccise e 31 ferite dopo il crollo del tetto di un mercato a Mosca, poco prima dell’apertura. Vittime principalmente venditori originari delle ex repubbliche sovietiche del Caucaso. Nello stesso anno, in Polonia, ci furono 65 morti dopo il crollo del tetto, coperto da uno spesso strato di neve, in una sala per le mostre a Chorzow, nel sud del Paese. Ma quello che è rimasto maggiormente impresso fu quello, il 2 gennaio 2006, avvenuto in Germania, quando 15 persone, tra cui 12 bambini, morirono nel crollo sotto il peso della neve dal tetto di una pista di ghiaccio a Bad Reichenhall, in Baviera.