Renzi è già in campagna elettorale contro Letta: «Dopo le primarie cambia tutto, per il Pd e per il governo»

L’attacco a Letta è già iniziato, con toni da “campagna elettorale” da parte di Matteo Renzi che ieri sera,  ospite della Gabbia su La7, ha lanciato un doppio messaggio, al paese ma anche al governo: dopo il 9 dicembre, all’indomani del verdetto sulle primarie, nulla sarà più come prima, e l’esecutivo, insieme al partito, dovrà aggiornare la sua agenda. Continua a incalzare Letta, dunque Renzi, anche se assicura che le sue sono buone intenzioni e che l’azione di martellamento ha come fine ultimo il bene del paese, il rinnovamento della classe dirigente e la realizzazione delle agognate riforme. Date queste premesse nessun timore di parlare chiaro e netto: come ha fatto di nuovo sul caso Cancellieri bollando come ”errore” la decisione di Letta di ”metterci la faccia”, di legare a doppio filo il destino del proprio governo a quello della ministra. «Se fossi stato segretario del Pd sulla Cancellieri avrei dato l’indicazione di votare la sfiducia. Secondo me è stato un errore consentire al ministro Cancellieri di restare al suo posto», ha detto chiaro e tondo. Piglio sempre più battagliero quello di Renzi: ha assicurato che all’indomani delle primarie, “chiunque vinca, ma – ha aggiunto – spero di vincere io”, si sancirà una svolta nel partito, nel governo e nel paese. Perché – è stato il suo ragionamento – ho ben chiaro in mente il pacchetto di cose concrete da fare che il paese aspetta da troppo tempo. E poi serve il coraggio e il vigore delle giovani leve. D’altra parte il paese, ormai è chiaro a tutti, ha bisogno di una ”scossa” perché il ”clima è tale che o si va a dormire indiavolati e con il fegato gonfio oppure si portano persone nuove a guidare l’Italia”. Oltre al governo sferza il partito che per come è ora sembra ai suoi occhi una statua di gesso: «Il Pd ha il 70% della maggioranza delle larghe intese che oggi sono un po’ più strettine. Diciamo quindi che il Pd è l’azionista forte e dunque non deve fare la bella statuina». «La dignità del Pd – ha rincarato il sindaco di Firenze – sta nel saper dare ai cittadini un elenco di questioni concrete da attuare. E sono cose che riguardano i cittadini e non gli equilibri politici. Se così fosse allora siamo credibili, altrimenti saremmo dei buffoni». Sul filo dell’ambiguità, poi, una una battuta sulla fiorentina e le elezioni: Per l’anno prossimo cosa si augura? Lo scudetto per la Fiorentina o il voto a primavera? «Io credo che la Fiorentina quest’anno non ce la faccia. Sicuramente non ce la fa. Ma con questa squadra qualche soddisfazione ce la leviamo. Poi magari, ma non parlo di voto, cerchiamo di far togliere qualche soddisfazione anche agli italiani che ora vivono in un paese che si è intristito».