Putin, l’uomo che non deve chiedere mai: adesso è anche cintura nera di Tae-Kwon-Do

Sono diverse le componenti che contribuiscono ad accreditare di Vladimir Putin l’immagine dell’uomo russo tutto d’un pezzo: alle tante si aggiunge l’attribuzione della cintura nera e il diploma di “nono dan” nell’antica arte marziale coreana del Tae-Kwon-Do. Si tratta di titoli onorifici (come una precedente cintura nera giapponese in karate), ma per lo judoka Vladimir Putin è comunque un gradito riconoscimento, quello che gli è stato conferito dal presidente della federazione internazionale della specialità, in occasione della sua visita in Corea del Sud, oltre che un’ottima pubblicità per la sua immagine sportiva. Che va ad aggiungersi al prototipo famoso dell’ex funzionario del Kgb in un’epoca in cui il regime comunista imponeva l’ateismo, rinverdito oggi con l’immagine del cristiano praticante che dichiara e dimostra fede incrollabile nel dogma della famiglia tradizionale. Un valore per cui si è battuto in prima persona, strenuamente, soprattutto nel difendere la legge contro la propaganda omosessuale, sostenuta anche con l’argomento che «la Russia ha un problema demografico: io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole». Un’immagine virile e di uomo integerrimo, fedele ai valori tradizionali della “madre Russia”, ma opportunamente aggiornata ai tempi dell’impero mediatico del gossip, a cui lo stesso Putin ha garantito il suo contributo grazie all’affaire sentimentale – ed extraconiugale – con l’ex campionessa olimpica di ginnastica ritmica, Alina Kabaieva. Un’immagine poliedrica, insomma, quella di Putin, che la posizione di capoclassifica nella lista dei più autorevoli personaggi del mondo decretata dalla rivista Forbes, stigmatizza in un unico volto: quello dell’uomo di potere che crede nella cura di sé e nella disciplina fisica quanto nel rigore politico. E allora, nonostante l’età non più verde, il presidente russo continua a perfezionare pratiche atletiche tradizionali e a sperimentarne di nuove, forte di un passato sportivo che lo ha visto praticare dal sambo (un’arte marziale originaria della Russia), allo sci alpino, dall’equitazione al curling e al badminton, senza trascurare il pattinaggio sul ghiaccio e, come ha potuto constatare anche l’amico Silvio Berlusconi, l’hockey su ghiaccio. E non è tutto, Putin dimostra in ogni intervista televisiva, in ogni scatto, ad ogni incontro ufficiale, di saper coltivare e declinare sapientemente alle necessità promozionali del periodo, la sua immagine di uomo non solo sportivo e atletico, ma anche coraggioso e sincero amante della natura. Ed è in ossequio a questo look – reale o propagandistico poco importa – che in passato si è fatto immortalare mentre si immergeva con un batiscafo nel lago Baikal, o pronto a tuffarsi con tanto di pinne in un lago alla ricerca di anfore. E che dire di quegli scatti che lo immortalano mentre cavalca a torso nudo o pesca nei torrenti? E per arricchire questo grande ritratto che rimarca a tinte forti tutte le anime del leader russo, non si possono non menzionare le memorabili immagini di Putin alla guida di un cacciabombardiere, al timone di un sottomarino, al volante di un bolide della Formula Uno. E come se non bastasse, all’iconografia ufficiale dell’uomo volitivo e audace, non può non assemblarsi anche quella dell’uomo forte del Paese, alle prese con la mission impossibile di turno: e allora, è stato anche a tu per tu con tigri, leopardi, balene, orsi. L’ultima impresa è stata imparare a guidare un deltaplano per tracciare la rotta alle gru siberiane allevate in cattività. I maestri di arti marziali, insomma, si mettano in fila…