Putin in visita ufficiale in Italia vedrà il suo amico di sempre: Silvio Berlusconi

Comincerà la giornata in Vaticano, in udienza da Papa Francesco, e la concluderà a palazzo Grazioli, dal suo amico Silvio Berlusconi. Tra i due appuntamenti, uno ufficiale e l’altro privato, Putin avrà altri due impegni il 25 novembre a Roma, alla vigilia del vertice italo-russo a Trieste con il premier Letta: un saluto a Prodi, anche lui un ”vecchio amico” come Silvio, e un omaggio a Napolitano al Quirinale, dove verrà data una cena in onore del presidente russo. Sarà un pomeriggio intenso quello del leader del Cremlino nella capitale, con una scaletta concentrata di incontri: alle 17 in Vaticano, alle 18 con Prodi in un hotel romano, alle 19 al Quirinale. Nel dopocena però, a palazzo Grazioli, le lancette dell’orologio cominceranno a scorrere più lentamente per Putin, che potrà riabbracciare in una atmosfera più rilassata il leader cui è rimasto più legato da una speciale amicizia, insieme all’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Del resto “Volodia” difficilmente sarebbe potuto passare per Roma senza salutare in questo momento di difficoltà l’amico Silvio, ora che Berlusconi non può più nemmeno viaggiare all’estero per il ritiro del passaporto in seguito alla sentenza per i diritti tv Mediaset. I due ”fuori programma” con Berlusconi e Prodi sono rimbalzati in ambienti politico-diplomatici moscoviti e lo stesso Cremlino non li ha smentiti. «Non sono in grado ora di parlarne, non abbiamo ancora definito i dettagli», ha osservato il portavoce Dmitri Peskov. «Non fanno parte della visita ufficiale, per ora siamo concentrati sulla parte ufficiale del viaggio, cioè sull’incontro con il presidente Napolitano e con il Papa in Vaticano», ha aggiunto. Putin non ha voluto far torto a Prodi. «Con Romano lavoriamo da tempo e siamo buoni amici, in Italia sono sempre stato amico sia suo che di Berlusconi, anche se loro due sono sempre in conflitto sulla scena politica», aveva spiegato due mesi fa il presidente russo davanti alla platea di esperti internazionali del club di Valdai, mentre Romano gli sedeva accanto. In quell’occasione il presidente russo aveva difeso Silvio come sempre: «Berlusconi è sotto processo perché vive con le donne. Se fosse omosessuale nessuno lo avrebbe toccato con un dito». Due anni prima lo aveva definito «uno dei più grandi uomini politici europei», e «uno degli ultimi Mohicani della politica».