Per Fazio «è uno schifo pubblicare le intercettazioni di Vendola». Ma quando toccò a Berlusconi… (Video)

«Basta con queste intercettazioni vergognose». Nichi Vendola trova un avvocato difensore in prima serata, pagato con i soldi della Rai. Fabio Fazio su Raitre, coglie l’occasione del punto della settimana di Massimo Gramellini, per schierarsi anima e corpo con il governatore della Puglia. Mentre Gramellini ha ricoperto il ruolo di fustigatore dei costumi, abbinando la sghignazzata di Vendola con la telefonata di Cancellieri per il caso Ligestri, Fazio ha vestito la toga da difensore del segretario di Sel. «Sì, insomma, giusto, ma sono altrettanto vergognose le pubblicazioni di queste intercettazioni. Bisogna mettere un freno». Ricordate quando le intercettazioni non sensibili riguardavano esponenti del centrodestra o lo stesso Silvio Berlusconi? Fazio ridacchiava in diretta con Gramellini o con la Littizzetto. Anzi, alla comica piemontese lasciava spazio per le arringhe contro il Cavaliere che “osava” presentarsi alle elezioni: «Berlusconi non hai la sensazione di avere rotto il c….?». Ancora più contradditorio quanto accaduto nella puntata del marzo 2011. Ospite a Che tempo che fa, il giornalista Roberto Saviano. Argomento principale dell’intervista? Le intercettazioni che riguardavano il caso Ruby. Il commento del giornalista campano al microfono di Fazio sulla messa in pubblica piazza delle conversazioni? «Quando le ho lette non mi è venuto un senso di nausea, ma quasi di tristezza. Quelle carte sono carte di solitudine, di una persona anziana, di un uomo solo, di un nonno che si trova in quella situazione». In quel caso, da Fazio un silenzio assenso. Nessun riferimento alla privacy, al diritto di un cittadino di non essere intercettato. Nessun atteggiamento censorio nei confronti dei giornali che avevano pubblicato i verbali. I soliti due pesi e due misure. E poco importa che lo stipendio milionario di Fazio, sia adesso che due anni fa,  venga pagato sempre con gli stessi soldi. Quelli degli italiani.

 6 marzo 2011: “Che tempo che fa”. Roberto Saviano difende il dovere di divulgare il “privato” dei politici (Berlusconi) con il silenzio-assenso di Fazio.