Pd nel caos, la segreteria blocca i tesseramenti. Ma Renzi incalza: «Si parli di cose serie»

Pd, novembre 2013, ovvero: scene da un pandemonio. Dopo giorni di reciproci insulti, di denunce, di polemiche sui tesseramenti gonfiati che arrivano da ogni parte d’Italia, alla fine la segreteria è costretta ad accettare la proposta del candidato Cuperlo  di  bloccare le iscrizioni al partito. L’organismo dirigente del Pd -spiega il responsabile organizzazione Davide Zoggia – ha «condiviso la riflessone  del segretario Guglielmo Epifani e propone lo stop del tesseramento con alcuni paletti: l’accordo di tutti i candidati; l’apertura dei circoli ancora per questo weekend e una verifica tecnica sulla modalità». Questo vuol dire che la telenovela delle tessere della discordia durerà  fino a domenica. Da lunedì niente nuovi iscritti. Il segretario piddino si dice soddisfatto (contento lui…) ed elogia la  «linea seria e responsabile» assunta dalla segreteria: «Credo che questa sia la strada giusta», una decisione che «credo convenga a tutti perché fatta nell’interesse di tutti, anche dei singoli candidati». Epifani aggiunge serafico che la classe dirigente dei democratici è «tutta d’accordo, a lavorare per rasserenare il clima». Applaude tiepidamente Renzi, al quale, evidentemente, non va proprio giù questa querelle sui tesseramenti, che sa tanto di Prima Repubblica, e non certo della più gloriosa. Il sindaco di Firenze ha perfettamente capito che, con questa bagarre precongressuale, il Pd  sta celebrando i vecchi riti della partitocrazia. Di qui il suo tentativo di cambiare discorso: «L’importante è che si parli di questioni serie». Quali? «C’è il 12,6% di disoccupati: un partito serio fa proposte sul lavoro, non passa le giornate a mettere le bandierine sul segretario provinciale di Grosseto o di Lecce». Poco prima, Renzi s’era però tuffato anch’egli nella polemica e aveva poco diplomaticamente dichiarato: «Grazie a simpatiche intuizioni di alcuni comitati elettorali siamo piombati nella discussione sulle false tessere, spinti da un irrefrenabile desiderio di tornare a litigare sulle regole e fare la conta, fasulla, sui segretari provinciali». Gli appelli “ecumenici” di Epifani non convincono neanche Pippo Civati, che va giù duro. «Epifani, Cuperlo e Renzi sono d’accordo per fermare il tesseramento. Proposta tardiva e insufficiente. Le irregolarità si sono consumate nelle scorse settimane trentaquattro federazioni su centodiciotto, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari». Chi si illude che  lunedì scoppierà la pace nel Pd, è probabile che presto avrà seri motivi per ricredersi. Amaramente.