Orrore in Mali: una giornalista e il cameraman (francesi) sequestrati e uccisi. Forse sgozzati

Orrore in Mali: due giornalisti dell’emittente francese Rfi, Ghislaine Dupont, specializzata in reportage dall’Africa, e il cameraman Claude Verlon, sono stati sequestrati e uccisi, questo pomeriggio, a Kidal, nel nord del Mali, da un gruppo di quattro uomini. I loro cadaveri sono stati scoperti, a circa 12 chilometri da Kidal, dai militari dell’operazione Serval, che la Francia e alcuni alleati africani stanno conducendo da mesi nel nord del Mali per liberarlo dagli jihadisti. Non ancora chiare le circostanze dell’uccisione di Dupont e Verlon che, secondo fonti francesi, sarebbero stati assassinati a colpi d’arma da fuoco, mentre testimoni locali riferiscono che i due sono stati sgozzati. Il rapimento è scattato poco dopo le 13 locali, dopo che Ghislaine Dupont aveva intervistato, nella sua abitazione di Kidal, Ambéry Ag Rissa, il massimo esponente nella città del Movimento nazionale di Liberazione dell’Azawad, un gruppo armato composto quasi esclusivamente da tuareg che, da anni, reclama l’indipendenza da Bamako delle regioni settentrionali del Mali. Dopo avere accompagnato i due giornalisti alla porta e averla richiusa, Ag Rissa, come ha poi raccontato, ha sentito il rumore di una brusca frenata. Affacciatosi, ha visto un gruppo di uomini (forse quattro) che stavano costringendo i due giornalisti a salire a bordo di un fuoristrada Toyota che si è allontanato a velocità sostenuta. Da quel momento, e per alcune ore, si sono perse le tracce della giornalista e del suo collaboratore. Sino a quando, intorno alle 16:30 locali, è giunta la segnalazione che una pattuglia di militari dell’operazione Serval aveva trovato i due cadaveri. Ghislaine e Verlon erano considerati esperti dello scenario maliano, dove erano rimasti, nei mesi scorsi, per alcune settimane per seguire le elezioni legislative, le prime dopo la conquista del Nord da parte delle formazioni jihadiste e la successiva liberazione delle regioni settentrionali da parte del contingente franco-maliano. Quanto accaduto oggi a Kidal induce a molti interrogativi, perché sinora nessun rapimento di stranieri e soprattutto di occidentali si era risolto così velocemente in modo nefasto. In precedenza i rapimenti erano stati seguiti da mesi o anni di trattative per concordare il riscatto. La circostanza che i due giornalisti siano stati uccisi a poche ore dal sequestro potrebbe segnare un cambio di strategia da parte dei gruppi armati che, nonostante siano stati ufficialmente scacciati dal contingente dell’operazione, godono ancora di forti appoggi nella regione.