Ora i persecutori gettano la maschera: la Pezzopane clicca “mi piace” sulla foto del Cav sanguinante

La decadenza di Berlusconi sta eccitando la voglia di sangue dei suoi persecutori, che dal 27 novembre si sentono evidentemente liberi di gettare la maschera “istituzionale”. Non si coprono più dietro il paravento della “legge uguale per tutti” e istigano impunemente all’odio. È gravissimo  il comportamento della senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che sulla sua bacheca Facebook ha cliccato “mi piace”  sulla  foto di Silvio Berlusconi sanguinante colpito dalla statuetta del duomo scagliata da Massimo Tartaglia nel dicembre 2009.  Lo scatto è stato “postato”  sul profilo  della parlamentare abruzzese attraverso un tag  da un suo “amico” di Facebook, Luigi Nusca,  il quale, nel ringraziare pubblicamente la senatrice per aver votato la decadenza del Cavaliere, ha pensato bene di aggiungere quella drammatica  immagine.

Nusca, sempre attraverso il  social network, ha poi maldestramente tentato di metterci una toppa, autodenunciandosi come «unico responsabile di una ingenua bravata, alquanto goliardica». Indignata la reazione di Forza Italia, che ha rimarcato il fatto che la parlamentare ha cliccato il tasto “mi piace” proprio su quell’immagine: «La foto è rimasta sulla bacheca», ha denunciato  il senatore  Riccardo Mazzoni. «L’episodio – ha sottolieato il senatore azzurro -, francamente sconcertante, dimostra quanto l’antiberlusconisno viscerale faccia smarrire la ragione a personaggi che dovrebbero rappresentare le istituzioni». Mazzoni ha quindi invitato il presidente dei senatori democrat, Luigi Zanda, a prendere «sollecitamente le distanze dall’indegno comportamento di una senatrice del gruppo che lui guida». Vale la pena ricordare che la Pezzopane è membro della Giunta per le Immunità  e che si è distinta nei mesi scorsi  per la sua “intransigenza” antiberlusconiana. Ora apprendiamo che, dietro l’insegna della legalità da lei orgogliosamente esibita, si nasconde niente altro che un cieco furore ideologico.

Questa sensazione è ulteriormente rafforzata dalle risibili e implausibili giustificazioni addotte dalla diretta interessata: «Io metto mi piace a tutte le cose che leggo, persino a chi mi insulta: ma ciò non significa che mi piaccia quello che mi mandano, anzi; curo personalmente la pagina Facebook e lo faccio solo per ricordarmi di averle lette e per far capire di aver visto le cose che mi vengono inviate». Ma che cosa c’è di tanto utile e  interessante  nell’accogliere tra i propri “amici” su Facebook un signore che fa l’apologia di un atto di violenza?  L’autodifesa della Pezzopane contiene frasi anche più sconcertanti:  «Nella foto c’era una cosa rivolta a me, mi si ringraziava per il voto sulla decadenza e con il  mi piace  mi riferivo a quello, non certo alla foto».  Hai capito che sottigliezza? È come rispondere al saluto di un conoscente un po’ teppista mentre questi sta spaccando una vetrina.  Ma il bello è laddove  la Pezzopane  afferma di aver tolto l’immagine non appena ha «capito» che «stavano strumentalizzando l’accaduto», dichiarandosi  da «sempre una non violenta». Ne deduciamo quindi che l’immagine di Berlusconi sanguinante sarebbe ancora  sulla  bacheca della parlamentare se nessuno avesse protestato. E fortuna che la Pezzopane dichiara di aderire all’etica della non violenza!