Operaio rumeno denuncia il Pd: «Infortunato al lavoro durante la festa dell’Unità, sono stato abbandonato»

Si attribuisce il ruolo di partito dei lavoratori, ma il Pd quest’antica prerogativa sembra averla persa per strada. I lavoratori e la sicurezza? Dichiarazioni di puro principio perché poi quando si passa dalle parole ai fatti è tutt’altra cosa. Come dimostra la storia raccontata dal Corriere della Sera e che indubbiamente sta creando un serio imbarazzo nel Pd romano. Il caso risale allo scorso 21 giugno. Costantin Anghel, rumeno di 32 anni e da diversi anni in Italia con la famiglia, stava lavorando come operaio alla Festa dell’Unità ma improvvisamente cadde da una scala. «È volato da 4-5 metri – ha spiegato il suo legale, l’avvocato Giuseppe Germani – poteva battere la testa con conseguenze mortali, diciamo che gli è andata bene a rompersi solo i calcagni. Oggi non è ancora autonomo. I cosiddetti compagni dopo averlo portato in ospedale sono spariti. Bel modo di comportarsi con un operaio straniero, utilizzato in nero per montare il palco della Festa dell’Unità, senza alcuna tutela». All’operaio, portato immediatamente al Sant’Eugenio, furono riscontrate abrasioni ed ecchimosi e «un importante edema al piede e alla caviglia», che furono ingessati. L’uomo è rimasto immobilizzato a casa per mesi. Ha atteso fiducioso una visita o una lettera di scuse. Ma le sue aspettative sono rimaste deluse. Del Pd neppure l’ombra. Così appena tornato in piedi, anche se con le stampelle, si è presentato allo studio dell’avvocato Germani per chiedere un risarcimento dei danni. In che misura? «Chiederemo una cifra importante, un milione di euro – ha attaccato il legale – Questa vicenda evidenzia un’impressionante caduta di valori: dopo averlo scaricato di fronte al pronto soccorso , nessuno del Pd si è fatto vivo. Il fu partito dei lavoratori oggi li sfrutta e in caso di guai se ne frega, li abbandona. È incredibile. Un tempo come minimo sarebbe scattata una colletta, ora neanche una telefonata».