Mosca, un baule griffato Vuitton oscura il mausoleo di Lenin: i comunisti protestano

Povero Lenin: il padre della rivoluzione bolscevica si starà rivoltando nel suo mausoleo alla vista dell’enorme baule griffato Louis Vuitton realizzato in questi giorni al centro della Piazza Rossa, trasformata così da luogo di patriottiche parate storiche in vetrina del consumismo capitalista, per di più d’élite. Un’iniziativa commerciale mascherata da evento culturale che ha scatenato l’ironia della blogosfera, l’indignazione del partito comunista, le critiche dei difensori del patrimonio storico e le proteste di diversi turisti. La struttura è stata montata per ospitare dal 2 al 19 dicembre la mostra “L’anima del viaggiatore”, con l’esposizione delle valigie della celebre casa francese – già sdoganata del resto dall’ultimo leader sovietico Mikhail Gorbaciov, che ne fu testimonial in un contestato spot degli anni ’90 – usate da alcune celebrità (tra cui lo zar Nicola II) a cavallo tra XX e XXI secolo. Sono previste anche 12 video installazioni di artisti contemporanei. Il ricavato andrà in beneficenza, ha assicurato Mikhail Kusnirovich, titolare del Bosco dei ciliegi e gestore degli storici magazzini Gum, che hanno organizzato l’evento. Ma il baule, un padiglione lungo 30 metri, largo 9 metri e alto altrettanto, avvolto da una bandiera russa, ha suscitato le ironie dei blogger e l’ira dei vetero-comunisti, che hanno denunciato la profanazione della piazza, dove sorge il mausoleo di Lenin e dove sono sepolti i personaggi illustri della storia sovietica, sotto le mura del Cremlino. «È una porcheria! La Piazza Rossa ha uno status speciale, è un posto sacro dello Stato russo, ci sono simboli che non si può profanare perché da questi simboli dipende anche il futuro dello Stato», ha accusato il segretario del presidium del partito comunista, il deputato Serghiei Obukho. «Vladimir Putin sta costruendo un nuovo mausoleo in cui lui e Dmitri Medvedev giaceranno a turno», ha scritto – non troppo acutamente – su Facebook la giornalista di opposizione Olga Romanova. «I comunisti hanno fatto le valigie», ironizza un internauta italiano. Secondo Kostantin Mikhailov, membro della camera pubblica per la cultura e coordinatore di Archnadzor (l’associazione che si batte per la difesa dei monumenti storici), «i dirigenti devono tenere presenti anche gli interessi di decine di migliaia di turisti, che vengono a visitare la Piazza Rossa e non il padiglione di un’azienda ben nota». Osservazione condivisa da molti visitatori. Archnadzor ha sottolineato inoltre che la piazza Rossa, ora in parte oscurata dalla struttura, è un sito tutelato dall’Unesco. Alcuni deputati si sono già attivati chiedendo di spostare il gigantesco baule e denunciando anche la violazione della legge sulla pubblicità. Dal canto suo il Cremlino, tramite il portavoce del tesoriere, ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda. Non è d’altronde la prima volta che la Piazza Rossa fa da scenario a iniziative promozionali: nel 2008 la Bmw svelò la sua nuova ammiraglia di lusso in anteprima mondiale sotto un maxi tendone ai piedi del Cremlino.