Metro C, operai ancora senza stipendi. Il sindaco dorme e il Campidoglio finisce… sotto assedio

Il mancato pagamento degli stipendi era già nell’aria. Ma questa volta i lavoratori della metro C di Roma non intendono restare con le mani in mano e attendere che il sindaco Marino si svegli dal suo torpore. Dopo trattative e lunghe attese, domani gli operai incroceranno le braccia e i cantieri saranno nuovamente bloccati. «Al termine dell’assemblea con i lavoratori edili della metro C, abbiamo deciso come Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, di bloccare di nuovo i cantieri. Lo sciopero questa volta, però, non resterà nei cantieri, ma si accompagnerà ad un presidio in Campidoglio». Lo ha annunciato il segretario generale della Filca Cisl di Roma Andrea Cuccello: «Protestiamo per il riconoscimento degli stipendi arretrati dei lavoratori di cui si era fatta garante l’amministrazione capitolina in un accordo sottoscritto insieme ai sindacati non troppi giorni fa». Nei confronti degli operai è scattata subito la solidarietà di Fratelli d’Italia «agli operai dei cantieri della metro C che a causa dell’immobilismo e dell’irresponsabilità del sindaco di Roma e della sua giunta rischiano gravemente il posto di lavoro». Il capogruppo di Fdi in Campidoglio Fabrizio Ghera  ha, infatti, aggiunto che si tratta «di una situazione surreale che i cittadini e i lavoratori pagano sulla propria pelle da questa estate. Nel frattempo, le imprese e gli operatori del settore rischiano di chiudere, con conseguenze pesantissime per l’intero comparto romano delle piccole e medie imprese, già penalizzato dalla forte contrazione economica in essere. Anche la tenuta occupazionale andrebbe in caduta libera mettendo in pericolo il posto di lavoro di migliaia di padri di famiglia». È sceso in campo anche l’ex assessore capitolino, ora consigliere regionale, Antonello Aurigemma:  «Visto il mancato rispetto degli impegni assunti da parte dell’assessore Improta, sarebbe il caso che il sindaco Marino, di fronte a tale incapacità e inaffidabilità dimostrata dal suo assessore, prendesse in mano la situazione e chiarisse il punto di vista dell’amministrazione su quest’opera che la città attende da anni». Aurigemma ha spiegato che «il 9 di settembre l’assessore ha deciso di firmare un accordo dove l’importo prima giudicato eccessivo, addirittura aumenta di altri 90 milioni e dove si impegna a saldare la delibera Cipe di oltre 230 milioni entro il 16 ottobre. Arrivati alla data stabilita, tutto ciò non si è verificato bensì si è deciso di firmare un nuovo accordo, il 24 di ottobre, nel quale slittavano nuovamente i pagamenti all’11 di novembre».