L’ultima mission di Vendola: togliere all’indegno Berlusconi il titolo di Cavaliere

Deve finire in galera, scomparire per sempre senza meriti, il Caimano non merita nemmeno la “fascia” di Cavaliere del lavoro. È questa in sostanza la filosofia che anima il gruppo parlamentare di Sel, non pago della decadenza dell’ex premier. Così sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, sta per arrivare un’interrogazione con la richiesta della revoca a Berlusconi dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro. Nel testo, primo firmatario il deputato Erasmo Palazzotto, si chiede se «sussistano le condizioni previste dalla legge» affinché il titolo, concesso all’ex premier nel 1977 dall’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone, sia revocato per indegnità. Secondo una legge del 1986, incorre nella perdita dell’onorificenza l’insignito che se ne renda indegno. Tra i requisiti necessari per ottenere il titolo, un Cavaliere del lavoro deve «aver ottenuto una specchiata condotta civile e sociale» e «non deve aver svolto né in Italia, né all’estero attività economiche e commerciali lesive dell’economia nazionale». Ovvio che per il partito di Vendola l’ex premier non abbia i titoli. A riannodare il nastro si scopre che c’è un precedente illustre: quello dell’ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, che nel 2010, a conclusione della vicenda giudiziaria legata al crac dell’azienda di Collecchio, vide togliersi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il cavalierato  conferitogli nel 1984 dall’allora presidente Sandro Pertini.

La patata bollente ora è nelle mani di Giorgio Napolitano, visto che a norma di legge dopo l’istruzione della pratica da parte del ministro dello Sviluppo economico spetta al presidente della Repubblica suggellare la decisione. Una scelta non facile dato il clima surriscaldato di questi giorni e i cattivi rapporti, peggiorati negli ultimi mesi, tra Berlusconi e il capo dello Stato, che non si è distinto per neutralità nei confronti della complicata vicenda politica e giudiziaria del Cavaliere. Al di là dell’esito della richiesta colpisce l’accanimento del partito di  Vendola nei confronti dell’ex premier che conferma l’unica vera mission del partito nato dalla scissione di Rifondazione: quella di cancellare con tutti i mezzi l’odiato ventennio berlusconiano. E le battaglie barricadere per un nuovo sviluppo economico sostenibile, a favore degli esondati, a difesa dell’ambiente? La crociata militante contro l’alta velocità? Quelle possono aspettare.