L’Italia festeggia la giornata delle Forze Armate. Su Fb anche gli auguri del marò Massimiliano Latorre

Ha attraversato le età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana. Ha resistito all’onda d’urto delle contestazioni giovanili della seconda metà degli anni Sessanta e della prima metà dei Settanta, scatenata soprattutto dal movimento radicale, da frange dell’estrema sinistra e gruppi appartenenti al “cattolicesimo dissidente”, attivi in quegli anni di febbrile dissidenza per chiedere il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza o per attaccare in generale l’istituzione militare. Ma oggi, in era di spionaggio internazionale e fragili coalizioni diplomatiche, in un contesto geo-politico in cui l’azione militare prevede soprattutto la costruzione della pace – da conseguire anche con missioni umanitarie nelle aree sensibili dello scacchiere bellico–  le celebrazioni in ricordo del 4 novembre 1918, intestate all’anniversario della fine della prima guerra mondiale per l’Italia, la Festa per le Forze armate italiane e per la Giornata dell’Unità Nazionale, acquista più valore e significato che mai.

A ricordarcelo, soprattutto, un esempio di fedeltà al giuramento militare e di spirito di sacrificio che si reitera ormai da oltre 600 giorni, come il fuciliere del battaglione San Marco, il tarantino Massimiliano Latorre, che su Fb scrive: «Oggi, 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Italiane, possa giungere a voi tutti, in Italia ed all’Estero, il mio più caloroso quanto sentito augurio». Il marò, trattenuto in India con il commilitone barese, Salvatore Girone, con l’accusa di aver ucciso due pescatori del posto, scambiandoli per pirati, rappresenta – in queste ore più che mai – l’emblema di un’eroica resistenza alle avversità e al nemico, un’entità che, nelle evoluzioni del costume bellico, ha assunto nel tempo un’identità diversa da quella classica dell’avversario schierato sulla trincea opposta. E sono tanti, allora, i commenti degli internauti che alle parole di Latorre rispondono con inviti a «tenere duro» perché «l’Italia migliore è con voi». Con «l’augurio – si legge anche – che possiate ritornare presto nella vostra patria» e «l’ammirazione per l’esempio di fedeltà» che i due fucilieri stanno dimostrando. E in omaggio al loro comportamento, e in concomitanza con le celebrazioni nazionali odierne, da stasera alle 21 partirà sul web una «tempesta» di tweet, prontamente ribattezzata una Tweet storm, con cui la comunità dei sostenitori dei due fucilieri di marina si prepara a chiedere il rientro in patria dei marò pugliesi trattenuti in India.

Un esempio, il loro, che va dunque a solennizzare ulteriormente i festeggiamenti organizzati anche quest’anno dal Ministero della Difesa: un carnet fitto di eventi e appuntamenti, per cui in tutte le regioni d’Italia sono state organizzate occasioni d’incontro fra gli uomini e le donne con le stellette – Forze Armate e Guardia di Finanza – e i cittadini, per sottolineare e rinnovare il profondo legame che li unisce alla società italiana. Così, per quel che riguarda le cerimonie pubbliche, in ogni capoluogo di Regione sono in programma commemorazioni di vario genere e numerosi concerti della Bande Militari, realizzati in accordo con le autorità locali, e che interesseranno reparti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dislocati sul territorio nazionale. Nella giornata di oggi, inoltre, saranno aperte al pubblico numerose strutture militari, e saranno visitabili molte strutture storico-museali dell’Esercito della capitale. Capitale dove, tra le varie iniziative in programma, come il rito celebrativo prevede, anche quest’anno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deposto una corona al Vittoriano, in Piazza Venezia. Insieme al presidente, come il cerimoniale prevede, anche i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e il presidente del Consiglio Enrico Letta, con il ministro della Difesa, Mario Mauro, accanto al sindaco, Ignazio Marino, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. E a corollario della deposizione della corona al Milite Ignoto, l’esibizione applaudita dalle centinaia di persone che gremivano Piazza Venezia, delle Frecce Tricolori, la pattuglia degli assi dell’Aeronautica Militare, che in occasione del 4 novembre, ha compiuto il suo classico passaggio nel cielo della Capitale: esempio di virtuosismo e tradizione.