L’invito del Cavaliere a tenere i toni bassi regge, ma non troppo…

L’appello di Berlusconi a non inasprire i toni con gli scissionisti viene accolto da gran parte degli esponenti del partito. Alessandra Mussolini si adegua subito alla linea indicata del Cav e all’uscita dal consiglio nazionale mette da parte le critiche ad Alfano e a chi ha deciso la scissione: «Traditori? Non ci sono traditori, sono nostri cugini, i nostri cuginetti. Apparentemente sono andati via, ma a volte ritornano… ». La tensione è comunque alta, tanto che Basilio Catanoso non mette il piede sul freno: «Non mi è mai piaciuta la logica del tradimento finalizzata alla salvaguardia di posizioni personali. Il governo deve restare in piedi soltanto se si salvaguarda il patto politico fra le forze che lo compongono, non certo per difendere le poltrone di ministri o sottosegretari». Osvaldo Napoli, dal canto suo, getta acqua sul fuoco: «Grande amarezza sul piano personale, ma nessun rancore sul piano politico verso Alfano e gli altri; nessuna nostalgia del passato che non ritorna, ma grande forza propulsiva e coraggio del futuro: Silvio Berlusconi ha offerto una lezione di lucidità e lungimiranza politica nel momento più difficile sul piano politico e nella sua storia personale». Napoli dice di non essere d’accordo «con chi parla di “rinascita” di Forza Italia: io dico, invece, che abbiamo ritrovato lo spirito e il progetto che si erano un po’ persi negli ultimi anni ma Forza Italia non era mai morta in realtà. Forza Italia, è bene ricordarlo, è un movimento, fondato sui circoli e non sulle tessere. Nel generale rimescolamento del quadro politico, Berlusconi, al solito, si è messo davanti a tutti sulla via del cambiamento. Tutto il resto è o appare soltanto retroguardia».  E Maurizio Gasparri rivolgendosi  ai membri del consiglio nazionale: «Chi è qui merita benemerenza e affetto: gli vogliamo bene». E scherza sulla tensione che si respira dentro il partito: «A Berlusconi dobbiamo lealtà». Poi, osserva che «tra i fatti positivi rilevo un dato: dopo averli incontrati personalmente la scorsa sera, prendo atto che la netta maggioranza dei membri calabresi del Consiglio nazionale ha partecipato ai lavori di Roma e  tutti hanno votato il documento approvato dal nostro ufficio di presidenza».