L’equivoco è sciolto: Berlusconi non ha mai chiesto la grazia. Dal Pd un altro “no” al rinvio sulla decadenza

La richiesta di grazia per Silvio Berlusconi “è tramontata”. A ribadire che non sarà questa la via d’uscita per Silvio Berlusconi, è Franco Coppi, uno dei difensori del Cavaliere. Un’ipotesi circolata come “rumors” ad agosto, ma poi tornata alla ribalta solo pochi giorni fa quando Marcello Dell’Utri, ex senatore Pdl e uno dei più intimi amici del Cavaliere, l’aveva rilanciata a Virus su Rai 2, spiegando addirittura che una richiesta in tal senso era stata firmata da tutti e 5 i figli. Immediate le smentite di avvocati e Quirinale che non hanno impedito, però, visto anche il clima politico, di riaccendere i riflettori sul futuro di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva nel processo Mediaset. E mentre il Tribunale di sorveglianza di Milano non ha ancora fissato l’udienza per discutere la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dai difensori dell’ex premier il mese scorso, sulla vicenda si continua a consumare un’estenuante lotta politica. Nel frattempo resta in agenda per il prossimo 27 novembre il voto (palese) sulla decadenza anticipando, come fortemente voluto dai democratici, le consultazioni dell’8 dicembre. E proprio dalle parti del Pd si alzano nuove barriere su intenzioni dilatorie da parte del Pdl: «Non è pensabile – dice infatti Danilo Leva, responsabile Giustizia del partito – nessuna ipotesi di slittamento del voto. Vanno rispettati il regolamento e le procedure ed è inutile che il Pdl – avverte – cerchi alibi per nascondere l’unica certezza che è quella condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale». E forse sono da leggere in questo senso le parole dello stesso Berlusconi che solo domenica aveva puntato tutte le sue fiches sulla revisione del processo: «Sono sicuro – aveva detto durante una telefonata a un incontro del Pdl di Camaiore – che presentando la revisione del mio processo, con nuove testimonianza e documenti esclusivi, io riuscirò ad uscire da questo incubo, e portare Forza Italia ancora sulla via del successo elettorale, a partire da maggio con le elezioni per il parlamento europeo».