L’allarme del Pdl: «Sulla legge di stabilità la sinistra vuole far saltare il governo»

4 Nov 2013 17:55 - di Redazione

«C’è chi, nel Pd, come Renzi, Epifani e Civati vuol far saltare la legge di stabilità e con essa il governo Letta». Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl cita un collega di partito per lanciare l’allarme sulle manovra interne al governo: «Come dice Cicchitto, il Pd vuole cambiarla e riequilibrarla nel senso del meno tasse e più sviluppo, in piena coerenza con gli impegni presi con i suoi elettori. Il Pdl unito  respinge le intenzionalità politiche dissennate, non proprie di una cultura di coalizione». Un allarme condiviso da tutto il Pdl. «Nessuno nel nostro partito, – dice Maurizio Gasparri  – nel governo o in Parlamento, può negare che le norme sulla casa devono essere completamente riscritte. Così come sono, risultano irricevibili. Ciò non vuol dire invocare lo sfascio ma, armarti di pazienza, provvedere a presentare emendamenti a tutela soprattutto della prima abitazione. Ed è quello che farò sperando anche che su questo ci si confronti in normali riunioni e non solo attraverso agenzie, libri o enciclopedie». Il vice presidente del Senato invoca «piedi per terra, realismo e serietà. Anzi credo che si dovrebbero convocare normali riunioni, aperte agli interessati, per discutere del merito delle vicende con proposte realistiche. Questo deve essere fatto con immediatezza e comunque per quanto mi riguarda avanzerò proposte nella speranza che ci siano luoghi di partito dove confortarsi. Altrimenti, come si suol dire – conclude Gasparri – ci vedremo in Parlamento». Altrettanto convinto sulla necessità di emendamenti ad hoc, Andrea Mandelli. «Il 2014 – osserva il senatore del Pdl  componente della commissione Bilancio – non può e non deve diventare l’anno della “ripresina” senza occupazione. La politica della spesa che si perde in mille rivoli e delle tasse a pioggia non va, servono scelte chiare e spalle larghe per assumersene la responsabilità, a cominciare dalla legge di Stabilità. Avanti quindi con una seria azione emendativa sul taglio al cuneo fiscale, oggi insufficiente, e sulla tassazione della casa, per impedire che la sfilza di sigle introdotte faccia vincere la burocrazia e punisca ancora di più le famiglie».

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