La giunta Marino approva il bilancio tra sedute fiume e psicodrammi. Tagli pesanti a trasporti e sicurezza

Operazione salvavita riuscita. Usa la metafora sanitaria il sindaco-chirurgo Ignazio Marino per annunciare la faticosa approvazione notturna del bilancio da parte della giunta, che doveva essere una formalità e si è trasformato una psicodramma collettivo. Della capitale Marino parla come di un paziente «stabilizzato ma ancora in rianimazione». Dopo una seduta fiume di oltre otto ore gli assessori hanno dato il via libera alla manovra da 6,5 miliardi per coprire il disavanzo di 816 milioni di euro, operazione possibile soprattutto grazie al decreto Salva Roma, approvato dal governo a fine ottobre. All’ora di cena il tavolo della Giunta va in tilt per la ferale notizia dell’assessore al Bilancio Morgante di un extra-costo di 53 miliardi sull’Ama che fa infuriare Marino. «L’azienda ha speso più di quanto incassato e c’è un solo modo per far quadrare i conti: aumentare la tariffa»: apriti cielo per il sindaco che ora rischia la faccia dopo aver promesso per mesi che non avrebbe toccato le tasse. Non è un quadro roseo quello consegnato alla stampa dal primo cittadino  che non aveva messo in conto gli ostacoli con il Pd e le difficoltà di uno staff inesperto per affrontare la gestione della capitale dopo i facili annunci della campagna elettorale.  «Utilizzando rigore e severità, e con la revisione di tutti i conti – dice oggi, accantonando il capitolo Ama – siamo riusciti a chiudere il bilancio senza innalzare le tasse in nessun settore: né Imu, né Irpef, né tassa di soggiorno né sull’occupazione di suolo pubblico». In realtà sono molti i settori strategici penalizzati, a partire dalla spesa per la mobilità e i trasporti, terreno minato per i romani, che perde 60 milioni, segue quella per il verde e la protezione civile (-39,7 milioni) e i trasferimenti ai Municipi (complessivamente -12%, circa -27,3 milioni). Azzerate le spese per la Sicurezza dove il taglio è dell’84%. Lacrime e sangue per i territori: 6 milioni in meno al XVmunicipio (Ponte Milvio), meno 4 al Centro storico -3,76 al II (Parioli/San Lorenzo), -2,84 al III (Montesacro) e così via. E la voragine di 53 milioni di Ama? «Adesso dobbiamo analizzarli uno per uno, come fatto ieri sera, addirittura concentrandoci sul numero di cassonetti che erano stati acquistati nuovi nel 2013», risponde Marino ai cronisti. Ma sull’ipotesi di una tassa per colmare il buco – incalza Sveva Belviso, capogruppo del Pdl – «ci aspettiamo dal sindaco Ignazio Marino immediata chiarezza. Riteniamo inaccettabile penalizzare i cittadini con altri aumenti di tariffe». Prima della riunione di giunta il sindaco aveva  incontrato il centrodestra, i grillini e la Lista Marchini per tentare di trovare la quadra con le opposizioni. Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia ha proposto tra gli altri un tavolo sulle delibere di Urbanistica, per far ripartire lo sviluppo e il taglio agli stipendi dello staff di sindaco e assessori». Ora scatta la corsa contro il tempo: la parola passa ai 15 Municipi che dovranno esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante sul bilancio entro 20 giorni. Dopo, il documento ritornerà in commissione Bilancio e poi toccherà all’Aula Giulio Cesare dare il suo ok entro il 30 novembre, per evitare il commissariamento.