La crisi sta diventando un alibi per giustificare scelte sbagliate

da A. Zonzovaldi.

Aumentano a dismisura i fallimenti delle aziende in Italia e in particolare in Lombardia. Si sta colpendo la parte più efficiente e competitiva del Paese, e questo va tutto a vantaggio dei nostri concorrenti che possono in questo modo
contare su mercati più liberi. Si parla di un +12% di chiusure su base annua, mentre il dato relativo al solo terzo trimestre è del 9 per cento. Quindi un trend che rapportato sui prossimi 12 mesi potrebbe portare a un aumento complessivo pari a un folle +36%. Urge quindi andare a vedere quali sono le cause di questa ecatombe, evitando di
generalizzare dando la colpa come spesso accade alla crisi. Soggetto impersonale contro il quale nulla si può fare, un alibi troppo comodo. Allora meglio mettere i dati in chiaro e dire apertamente quali ragioni hanno portato a questa situazione, opportunamente divise per categorie. Quante imprese cono state dichiarate fallite a causa di un fisco locale e nazionale che le ha mandate fuori mercato, per colpa di Equitalia che ha messe in condizioni di non poter più operare pignorando conti correnti e beni strumentali, a causa di banche che hanno negato il credito o che lo hanno concesso a condizioni impossibili da sostenere. O magari di consulenti fiscali che guardano al proprio tornaconto prima che a quello del cliente. Il banco degli imputati è ancora desolatamente vuoto. Mi aspetto che inizi a riempirsi presto. Non dovrebbe essere difficile trovare i colpevoli di queste stragi, il difficile è assicurarli alla giustizia. Potrebbe essere solo questione di tempo.