La beffa della minirata Imu non ci voleva. Il governo minimizza ma i sindaci sono sul piede di guerra

Il pasticcio dell’Imu non ci voleva proprio per il governo Letta: oltre a creare scontento nell’opinione pubblica, finisce con il rappresentare un’arma formidabile nelle mani di Forza Italia, tonificata dalla promessa sessantottina e barricadera di Berlusconi: “Non è che l’inizio, andiamo avanti”. È accaduto infatti che l’Imu è stata davvero abolita ma l’abolizione rischia di essere una beffa, almeno per gli abitanti di quei circa 600 comuni italiani che hanno aumentato l’aliquota o che si apprestano a farlo. C’è infatti tempo fino al 9 dicembre per pubblicare le aliquote di quest’anno. I cittadini coinvolti sono tra i 4 e i 5 milioni, dal momento nell’elenco dei comuni che hanno aumentato l’aliquota Imu sull’abitazione principale ci sono grandi città come Milano e Napoli, Brescia e Verona. Il governo ha annunciato la copertura di 2,15 miliardi, cifra che tuttavia non riesce a comprendere tutti gli aumenti di aliquota decisi dai sindaci e che ha fatto crescere di 400-500 milioni il conto dell’abolizione della tassa. Una parte di questi soldi sarà coperta dallo Stato ma una parte dai proprietari. E questo ha scatenato l’ira dei primi cittadini; tra i quali c’è chi promette di avviare un’azione legale contro lo Stato per ottenere quanto spetta al proprio comune.

Oggi il sottosegretario Pier Paolo Baretta, intervistato dal Messaggero, ‘prova “a gettare acqua sul fuoco e tranquillizzare i cittadini: tutti, comuni e governo, dovremmo impegnarci a fare il massimo perché i cittadini non paghino. Però se anche qualcuno dovesse essere chiamato a versare l’imposta, voglio chiarire che parliamo di cifre molto basse, al massimo l’1 per mille”. Baretta scarica la responsabilità sui Comuni, spiega che la chiusura dei bilanci preventivi è stata prorogata, di comune accordo, ”fino al 30 novembre. Non si può andare avanti così. Siamo arrivati alla fine dell’anno e ancora non possiamo sapere quali e quanti Comuni hanno alzato o alzeranno l’aliquota Imu”. A oggi, comunque, ”il decreto è ancora in fase di elaborazione e conviene attendere il testo finale. Ma l’aliquota base più tutto l’aumento del 2012 dovrebbe essere coperto”. E quindi ”nei Comuni in cui l’aliquota è rimasta quella base, al 4 per mille, non si dovrebbe pagare nulla. Se, per esempio, lo scorso anno il prelievo è stato portato al 5 per mille, comunque non si dovrebbe pagare nulla. Nei Comuni in cui, invece, quest’anno sono state alzate le aliquote al 5 o al 6 per mille, si pagherebbe la metà dell’incremento, quindi tra lo 0,5 e l’1 per mille”. Anche il ministro Dario Franceschini appare imbarazzato dalla figuraccia sull’Imu: evitare la minirata sull’Imu si può: “Le Camere sono sovrane, se si trovano le coperture…”.