In classe solo alunni stranieri: la sinistra urla allo scandalo e fa una figuraccia

Polemiche inutili, con figuraccia finale. La sinistra cercava di afferrare al volo l’occasione per un’altra campagna demagogica e scandalistica. Il fatto era di per sé una notizia-bomba, di quelle che vendoliani e democratici utilizzano per la loro propaganda: in una scuola media di Bologna sono stati inseriti solo alunni stranieri. Apriti cielo, «è razzismo», «è intolleranza». I più accesi sono stati i vendoliani, che hanno parlato di «arretramento culturale» e hanno messo in moto i deputati che – a loro volta – hanno subito confezionato un’interrogazione parlamentare. La sinistra è stata a lungo in imbarazzo, «una cosa del genere proprio nella rossa Bologna». Tanto rumore per nulla, non c’era nessuna irregolarità e nessun “ghetto”. A precisarlo sono stati il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, e il preside: «È un ambiente di apprendimento e alfabetizzazione, temporaneo, finalizzato all’inserimento nelle classi idonee. Più che tirare pietre contro la scuola, bisognerebbe dire grazie». Infatti, «non stiamo parlando di una classe, ma di un ambiente laboratoriale, partito con 15 ragazzi, poi diventati 18, ora 22, con due che da poco sono stati inseriti in una terza e due pronti a breve all’inserimento». Versari ha quindi lasciato la parola al preside, che ha ricostruito com’è nato il tutto: «A fine luglio abbiamo avuto richieste per 15 ragazzini che non trovavano collocazione in altre scuole della città». Quindi la cosa è stata segnalata all’ufficio scolastico e, una volta ottenuta la disponibilità e le risorse, è stato predisposto un progetto, approvato a larga maggioranza dal collegio docenti. La scuola quindi ha messo a disposizione risorse per acquistare libri di testo adatti all’apprendimento dell’italiano e in tal senso, il dirigente ha sottolineato la “transitorietà” della partecipazione di ciascuno al gruppo-classe, legato appunto al livello di acquisizione della lingua. «Non ci sono elementi di irregolarità – ha detto Versari, parlando di una “situazione positiva” e invitando a una “riflessione più ampia”– in un territorio dove si registra il 15% per presenza di stranieri». Bisogna poi tenere conto che dietro a bimbi stranieri appena arrivati in Italia, ci possano «essere storie di violenza e disagio, ad esempio alle Besta c’è un bimbo che viene dalla Siria. Ci vogliono cautela e prudenza».