Il web ci rende liberi? A Montecitorio la politica si interroga sulle potenzialità della Rete

Il web ci rende liberi? (Einaudi editore, pagine 160, euro 18). È il titolo e allo stesso tempo la domanda che si pone Gianni Riotta, nel libro che mette a nudo le contraddizioni della Rete e le potenzialità tuttora inespresse. «Molte delle innovazioni tecnologiche – scrive l’autore  – sono nate con uno scopo diverso da quello per cui le ricordiamo: il torchio a stampa riproduceva Bibbie in latino; il telegrafo lanciava sos; la radio era solo un “telegrafo senza fili”; Arpanet, l’antenata di internet, era una difesa in caso di attacco militare. È stato con il «mutamento dei contenuti» che è avvenuta la rivoluzione. Quando gli stampatori pubblicano testi in volgare e i primi giornali, quando il telegrafo trasmette le corrispondenze degli inviati del Times, quando Hitler e Roosevelt utilizzano la radio per fare propaganda. Oggi– ricorda l’editorialista già direttore del Tg1 – siamo a questo stesso passaggio dell’era cibernetica. Anche se abbiamo creato gli strumenti del domani, vi travasiamo ancora i vecchi contenuti: l’editoria che cerca una soluzione alla crisi negli e-book, la scuola che si mette online, la fabbrica che diventa digitale. Il XXI secolo è l’epoca degli individui, – dice Riotta – leader politici, tecnici specializzati e artigiani del web che creeranno i contenuti di una rivoluzione attesa da tempo e la cui battaglia per l’egemonia è appena iniziata».

Del libro e delle potenzialità del web se ne parlerà venerdì 15 novembre (ore 17) alla Camera dei deputati, presso la sala Aldo Moro nel convegno dal titolo “La rivoluzione digitale: una nuova speranza?”. Un appuntamento diviso in due sessioni. Nel primo, ci sarà spazio per il punto di vista degli operatori della politica. Relatori: Sergio Boccadutri, deputato Sel; Matteo Orfini, deputato Pd Antonio Palmieri, deputato Pdl-FI; Stefano Quintarelli, deputato Scelta Civica. Modera lo stesso Riotta. Nella seconda sessione, si darà la parola a chi opera nel web. Relatori: Stefano Parisi, presidente Confindustria Digitale; Selene Biffi, imprenditrice sociale, 31 anni; Edoard Wawra, Ceo GamePix; Andrea Stroppa, informatico, hacker,  19 anni. Le conclusioni saranno affidate allo stesso Riotta.