Il regista di “Lanterne rosse” ricercato dalle autorità cinesi: ha violato la legge sul figlio unico

Le autorità cinesi interrogheranno l’agente di Zhang Yimou, il regista che è ha fatto perdere le sue tracce dallo scorso maggio, quando sono emerse voci secondo le quali avrebbe avuto sette bambini in violazione della legge sul figlio unico. Lo scrive l’agenzia ufficiale Nuova Cina. L’agenzia precisa che l’agente è stato convocato dalle autorità di Wuxi (Cina orientale) in relazione alla vicenda di Zhang. Il regista, già famoso per il successo dei suoi film come Lanterne rosse, Hero e Sorgo Rosso, stupì il mondo nel 2008 con la cerimonia di aperture della Olimpiadi di Pechino. Negli ultimi anni Zhang si era avvicinato al regime di Pechino, che ha gradito i suoi film di sapore nazionalista e lo ha nominato deputato all’Assemblea Consultiva del Popolo, il secondo ramo del Parlamento cinese. Le accuse contro il regista sono prima state pubblicate da un sito web e poi riprese da altri media cinesi, il quale sembrerebbe aver avuto sette figli da quattro donne diverse, violando la legge del figlio unico e rischiando una multa da 19 milioni di euro. Nelle scorse settimane la legge sul figlio unico è stata attenuata dal Partito comunista cinese, che ha deciso di consentire una seconda nascita alle coppie in cui uno dei due è figlio unico. Attualmente, escludendo le minoranze etniche e le famiglie rurali, quasi tutti hanno l’obbligo di fermarsi a un figlio. Eludono la legge i più ricchi pagando le salatissime multe previste, ma il caso del cineasta per le rigide autorità di Pechino sembra troppo eclatante. Due settimane fa una funzionaria della Commissione di Wuxi – città della Cina centrale dove la moglie di Zhang, Chen Ting, ha la residenza – si è recata a Pechino, dove invece il regista vive e lavora, ma senza risultati: la donna non avrebbe trovato nessuno in casa. E non è chiaro da quanto tempo sia scomparso.