Il più grande scrittore d’Algeria sfida Bouteflika e si candida alla presidenza

Quando, sabato scorso, ha rivelato tra la sorpresa generale la sua intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali della prossima primavera, Yasmina Khadra (pseudonimo femminile di Mohammed Moulessehoui), il più importante scrittore algerino, forse il più importante d’ogni tempo (Albert Camus in Algeria vi nacque soltanto), ha spiazzato un intero Paese, dividendolo tra chi ha guardato all’annuncio come a un colpo di teatro studiato e con fini esclusivamente pubblicitari e chi, invece, non solo ci ha creduto, ma ha anche poggiato su di esso delle speranze. In pochi giorni l’autore di “Morituri” ha mostrato la sua determinazione in questa impresa che calza a pennello sul profilo di un uomo che, nonostante centinaia di migliaia di libri venduti, continua a firmare i suoi romanzi con uno pseudonimo al femminile (sono il nome e il cognome della moglie), scelto quando ancora era un ufficiale dell’Esercito algerino e le sue pagine avrebbero potuto diventare per lui una sentenza di condanna. Mohammed Moulessehoui, 58 anni, attuale direttore del Centro culturale algerino di Parigi, da buon ex ufficiale dell’Armèe, ha già cominciato a programmare tutto e, tra lo stupore generale, ha avviato la strutturazione della macchina organizzativa che, nelle sue speranze, lo porterà sino alla presidenza. Un ufficio centrale ed altri tredici periferici in altrettante province del Paese per far arrivare ovunque il suo messaggio, che punta soprattutto sui giovani e sulle loro speranze. Nelle sue prime parole Khadra ha detto che un Paese deve garantire ai propri ragazzi la possibilità almeno di sperare: se non dà speranze, è solo un Paese che muore lentamente. La sua candidatura ha automaticamente scatenato gli internauti, pressoché equamente divisi tra i pro e i contro. Per tutti, Bk Jo che, su Facebook, ha scritto: «Amo i suoi libri, ma non ha niente di un presidente. È troppo gentile, carattere debole, talvolta taciturno. Ama scrivere senza parlare, si vede chiaramente». Nella sua impresa – che almeno oggi può apparire disperata, visto che non ha l’appoggio di un partito o, come nel caso del presidente Abdelaziz Bouteflika, di una mastodontica ed efficiente macchina per condizionare il consenso – Khadra sa bene di non potere contare soltanto sulle sue forze ed è per questo che ha lanciato una sfida alla classe intellettuale dell’Algeria, un Paese effervescente, ma che per la lunga stagione del partito-Stato (l’Fnl) sembra non poter uscire da una cloroformizzazione delle proprie intelligenze. Lo scrittore ha lanciato un appello chiaro agli intellettuali, così come agli esponenti più importanti della società del Paese invitandoli ad unirsi a lui, chiedendo loro un atto di coraggio che serva a dare una scossa. Un appello che sta già scuotendo l’Algeria, ponendole degli interrogativi sulla possibilità reale di cambiare gli uomini che stazionano da decenni nel Palazzo e quindi il sistema su cui esso poggia il suo potere.