Il pasticciaccio dei congressi romani del Pd dove, dopo il dibattito, arrivano le volanti…

È caos a Roma per i congressi del Pd. Volano insulti, si arriva alle mani, e le cronache impietose parlano di tesseramenti gonfiati (5mila tessere in dieci giorni secondo il reggente Eugenio Patanè). Rischia di finire a pesci in faccia, dunque, la partita tra Lionello Cosentino (sostenuto da Goffredo Bettini) e Tommaso Giuntella (appoggiato dai dalemiani). Per ora è in vantaggio Cosentino (41 per cento contro il 36 del rivale Giuntella). Ma la confusione è tale che Guglielmo Epifani ha deciso di riunire domani la segreteria per affrontare il problema e decidere se è il caso di sospendere tutto o di continuare, ascoltata anche la commissione dei garanti presieduta da Luigi Berlinguer.

Nel frattempo la rissa non si placa e rimbalza dai social network sulle agenzie di stampa. Oggi in una nota Giulia Tempesta, vicecapogruppo del Pd in Campidoglio e Domenico Romano, segretario dei Giovani democratici di Roma, accusano i sostenitori di Cosentino: “Alcuni sostenitori di Lionello Cosentino, attraverso un noto social network, si sono distinti per un vasto repertorio di offese, alcune di chiaro stampo omofobo e sessista, nei confronti di militanti, iscritti e di una giovane candidata alla segreteria del circolo, rei di sostenere Tommaso Giuntella a Casalbertone”. E se a Casalbertone il clima non è proprio di cordiale confronto lo stesso vale per Vigne Nuove, dove una settimana fa è stata chiamata la polizia per separare i contendenti.

E anche a Trastevere la situazione è degenerata. Colpa, come riporta Il Tempo di oggi, di un ex Idv diventato renziano che si è portato dietro 60 persone pronte a iscriversi ribaltando l’accordo interno tra gli stessi seguaci del sindaco di Firenze e imponendosi come capolista, a danno del giovane segretario di circolo che ha scritto a Renzi una lettera indignata: “Ho scoperto con grande dispiacere che anche nel mondo dei renziani di Roma un forte peso è esercitato al momento da dubbi personaggi che pretendono di imporre i propri candidati nei circoli…”. Cattive notizie anche dal congresso del circolo San Giorgio ad Acilia, dove è stata chiamata la polizia perché un ragazzo aveva filmato sul suo smartphone una “sospetta cessione di tessere”. Un guaio dopo l’altro per i candidati romani che sconsolati ammettono: “Finiamo sui giornali solo per le tessere gonfiate e per le risse”. Che tristezza.