Il Mattinale di FI sferza i ministri “traditori”: la sinistra vi coccola ma finirete nello sgabuzzino come le scope usate

La fragile tregua tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra è ormai una chimera. Man mano che si avvicina l’ora X sul destino politico di Silvio Berlusconi e cioè il voto sulla decadenza da parte dell’aula del Senato, i toni si fanno più aspri, le recriminazioni più veementi, l’accusa di ingratitudine scava fossati invalicabili. Oggi i ministri alfaniani vengono presi di mira dal Mattinale redatto dallo staff di Renato Brunetta alla Camera.

I ministri che hanno abbandonato Silvio vengono accostati ai parlamentari che seguirono Fini: “Sarete gli statisti di riferimento per Scalfari, Gruber, Formigli, Giletti e Vespa solo per un’oretta. Il tempo di quattro salti in padella, e dal rango di nuove stelle del firmamento sarete traslocati in un amen nello sgabuzzino delle scope usate. Avete più visto Fini a Porta a Porta? E Granata? Ora è il colore del Torino, quando un paio d’anni fa era il campione mondiale della legalità antimafia, portato a spalla dai compagni come un meraviglioso Spartaco ribelle”. Quindi il refrain secondo cui la sinistra li accarezza ma è subito dopo pronta a buttarli via: “Sin dal primo mattino siete accarezzati da una doccia di petali di rosa a cura dei padroni delle coscienze progressiste e di sinistra. Ricordatevi però che questa gloria è fuggevole. Perché poi è sottoposta alla selezione del popolo elettore, che non pare avere gli stessi gusti di Giovanni Floris e Fabio Fazio”. Il Mattinale non dimentica Alfano: “Era considerato il Senza Quid per eccellenza, con una propensione a rapire bambine kazake. Accuse assurde. Oggi si affacciano nuove carte, che addebitano mosse imprudenti alla nostra polizia? Nessuno imputa più nulla a Alfano, che di detta polizia era ed è il responsabile politico. Era ora che si ristabilisse la verità. E che gli fosse dato il Quid che merita”. E anche per Beatrice Lorenzin, nota Il Mattinale, ci sono stati elogi nei salotti progressisti: “Prima trattata da Quod, cioè oggetto senza laurea e competenze, è adesso proiettata nel rango dei luminari. Ballarò l’ha voluta esibire come una specie di Nobel e rispetto a lei Umberto Veronesi risulta essere ormai un dilettante del bisturi”. Quanto alla De Girolamo “è passata dalle pesanti allusioni per l’innocuo biglietto destinato a lei e ad altre belle deputate da Berlusconi nel maggio del 2008 al rango di Cincinnato che coltiva i campi in attesa di più alti incarichi”. Infine Lupi “deve stare attento a non annegare nel fiume delle benedizioni” mentre Quagliariello “gareggia con Rodotà come principe dei costituzionalisti amati dalla sinistra radical chic”.