«Il governo intervenga»: appelli bipartisan per salvare David Cariolaro, prof. italiano in coma in Cina

È arrivata a Palazzo Chigi la richiesta di aiuto per David Cariolaro, professore associato del dipartimento di Scienze matematiche della Xi’an Jiatong-Liverpool University, in Cina. Coriolaro, 44 anni, sposato e con due figli, dal 20 settembre è in coma per una caduta e ricoverato in un ospedale a cento chilometri da Shanghai. Ha bisogno di una delicata operazione che, spiegano i parenti, non può essere affrontata nell’ospedale cinese. Deve quindi essere riportato in Italia, a Padova, la sua città d’origine, ma il volo costa 150mila euro, richiede la presenza di una equipe medica specializzata e non può essere di linea: nessuna compagnia si assume la responsabilità di trasportare un malato in condizioni così critiche. La cifra è troppo alta per la famiglia, che già paga 1500 euro al giorno per la degenza. Per questo il padre Gianfranco, professore emerito alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova e una fama internazionale per aver collaborato anche con la Nasa, dopo essere volato al capezzale del figlio, ha lanciato una raccolta di fondi online.

Il tempo, però, stringe e David, che reagisce agli stimoli aprendo e chiudendo gli occhi, ha bisogno di quell’operazione urgente che in Cina non può affrontare e i cui costi, tra l’altro, non sarebbero coperti dall’assicurazione. Per questo, oltre all’interessamento della rappresentanza diplomatica italiana a Shangai, è stato richiesto l’intervento delle istituzioni italiane. Prima di tutto della Regione Veneto, che però non può intervenire perché Cariolaro non ha i requisiti per ricevere l’assistenza. A confermarlo è stato l’assessore alla Sanità Luca Coletto, che segue la vicenda insieme al consigliere diplomatico della Regione Stefano Beltrame. «Purtroppo – ha chiarito Coletto – non ci sono finestre per la missione, sempre che il ministero non intervenga direttamente e autorizzi un volo umanitario». E al governo si sono rivolti non solo un’amica del professore, che ha scritto al ministro degli Esteri Emma Bonino, ma anche il governatore veneto Luca Zaia, che si è rivolto oggi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Filippo Patroni Griffi. E un appello al governo è stato rivolto anche da Pino Pisicchio del Centro democratico e da due deputati del Pd, Michele Anzaldi e Federico Gelli, che hanno chiesto che Palazzo Chigi «metta a disposizione un volo di Stato, secondo la procedura che prevede l’utilizzo del 31° Stormo per voli sanitari d’urgenza». «Si tratta di una procedura – hanno aggiunto – già effettuata in passato».