Ignazio Marino sta naufragando. Non gli resta che chiedere aiuto

Sindaco Marino, se ci sei batti un colpo. E se hai bisogno di aiuto, facci un fischio, altrimenti, vai a casa. Firmato centrodestra. Delle due l’una. Del resto, Roma è al collasso e il primo cittadino continua a collezionare figuracce e insuccessi con una nonchalance inquietante non solo tra i romani ma ormai in tutta Italia, dopo la presunta gomitata rimediata da Rossin e la chiara simulazione da cartellino giallo smascherata dal video che ha fatto il giro d’Italia per poi confluire su Striscia la notizia. Sono quasi sette mesi che si è insediato in Campidoglio ed il rosario della sua inadeguatezza è infinito. Dalla “falsa” pedonalizzazione dei fori pagata con i fondi della metro C, alle assunzioni illegittime e i maxistipendi dei capi staff, alla marcia indietro sul concorsone. Fratelli d’Italia da tempo denuncia «l’inadeguatezza e l’immobilità» del sindaco Marino, basta ripercorrere i mesi di governo della nuova amministrazione. La città è bloccata. Marino è l’«anti-sindaco», dice con una felice intuizione lessicale Fabrizio Ghera, «è immobile e incapace di produrre alcun risultato concreto per Roma, lasciando la Capitale bloccata sul fronte infrastrutturale e occupazionale, senza che nessun provvedimento sia stato adottato per incentivare e avviare nuove misure per lo sviluppo». A fargli eco il consigliere Dario Rossin per il quale «il primo cittadino è riuscito a far scendere in piazza sindacati e dipendenti comunali contro le sue assunzioni dirette». E poi c’è la questione penosa del bilancio 2013: «Nel documento sono stati azzerati gli investimenti, tagliate le risorse per il sociale, cancellati i fondi per la Protezione civile. E, infine – dice Rossin – è stato violato il regolamento in aula e per questo abbiamo scritto una lettera al Prefetto chiedendo che vengano annullate le sedute del 24 e del 25 novembre per mancata convocazione delle stesse entro il termine fissato». Anzi, dice esasperato, «se faranno altre forzature, altro che gomitate!» C’è un limite a tutto. Sfrontatezza e incapacità sono una miscela esplosiva che Roma proprio non meritava.

L’esasperazione in Consiglio comunale è palpabile. «Dall’insediamento di Marino abbiamo sempre cercato di avere un atteggiamento positivo e dialogante», afferma in una nota il parlamentare del Nuovo centrodestra (Ncd) Vincenzo Piso, ex coordinatore del Pdl del Lazio. Ma ora, «non è più questione di falchi o colombe, qui è in gioco il futuro di Roma e questo signore o comprende rapidamente che è il sindaco della Capitale e che non si governa in una fase così complessa da soli, oppure è meglio per tutti, che vada più rapidamente possibile a casa». Un aut-aut? No, un patto per Roma. Ma il sindaco è sordo da quest’orecchio. «Rispetto a questo tentativo di dialogo sui grandi temi e le grandi scelte, da parte di questa amministrazione abbiamo avuto silenzi assordanti non solo nei nostri confronti ma anche e soprattutto nei riguardi dei cittadini romani con il rifiuto sistematico di qualsiasi seria dialettica».