Grillo alza la voce ma tra i parlamentari cresce il disagio, anche per le accuse di “parentopoli” tra gli eletti

Mentre Beppe Grillo alza la voce contro il governo Letta e invoca le dimissioni del ministro Annamaria Cancellieri, il movimento è alle prese con un nuovo caso che non mancherà di avere strascichi polemici interni. L’assemblea dei parlamentari, lunedì, dovrà occuparsi infatti della voce “trasparenza dei rapporti tra collaboratori e senatori”. Sotto accusa alcune scelte sospette di eletti del Movimento che avrebbero assunto come collaboratori amici e parenti. Il caso, sollevato da Laura Bignami, è finito sui giornali (oggi ne scrive il Corriere) e rischia di diventare imbarazzante. “Si parla – informa il Corriere – della figlia del compagno di una senatrice pugliese o del convivente di un’altra esponente campana”. I casi sarebbero tre a Palazzo Madama e altrettanti alla Camera ma sui numeri nessuno se la sente di sbilanciarsi. Laura Bignami nei giorni scorsi si era fatta portavoce del disagio del gruppo dei senatori Cinquestelle nei confronti della gestione del Movimento da parte del duo Grillo-Casaleggio. Secondo Bignami e altri senatori dissidenti c’è poca condivisione sulle decisioni da assumere e sulla linea da seguire. Pur di essere ricevuta da Grillo, Laura Bignami non ha esitato a minacciare le dimissioni. Poi ha chiarito: “Noi non siamo dissidenti, chiediamo semplicemente un confronto di tipo democratico”. E anche, perché no, regole trasparenti sui collaboratori degli eletti al Senato e alla Camera.