Gli antagonisti prendono di nuovo Roma in ostaggio. Stavolta la scusa è il vertice Italia-Francia

Cariche della polizia e lancio di bombe carta da parte dei manifestanti. È un altro pomeriggio di tensione e disagio per il centro di Roma, dove No Tav, antagonisti e immigrati si sono dati appuntamento in concomitanza con il vertice Italia-Francia, che tra i punti all’ordine del giorno ha anche l’Alta velocità, confermata come impegno prioritario da parte di entrambi i governi. Il vertice, al quale oltre al premier Enrico Letta e al presidente francese Francois Hollande, partecipano 11 ministri per ciascuna delegazione, è in corso a Villa Madama, ai piedi di Monte Mario. I manifestanti, un migliaio in tutto, invece, si sono ritrovati in una Campo de’ Fiori blindatissima e, soprattutto, a due passi dall’ambasciata francese. Da lì hanno tentato di partire in corteo, sebbene non avessero l’autorizzazione. È stato allora che si sono creati i maggiori momenti di tensione con le forze dell’ordine. Al tentativo di forzare il blocco, infatti, gli agenti hanno risposto con cariche di alleggerimento, alle quali gli antagonisti hanno risposto a loro volta lancio di petardi, bombe carta e bottiglie. Una scena che si è ripetuta più volte lungo una via dei Giubbonari con serrande abbassate e persone asserragliate nei negozi e non solo. Sulla strada, infatti, si affaccia anche una storica sede del Pd, contro cui i manifestanti si sono accaniti con atti vandalici: i tazebao sono stati divelti e usati come bastoni, la targa esterna è stata imbrattata e imbrattati sono stati anche i muri. Alcuni militanti che si trovavano in sede si sono dovuti barricare dentro. Anche la sede nazionale del partito, in via Sant’Andrea delle Fratte, aveva subito poco prima una sorte simile: circa ottanta antagonisti vi si erano diretti dopo il voto che ha confermato la fiducia al ministro Cancellieri, cercando di entrare e “accontentandosi” di lanciare petardi dopo essere stati respinti dalle forze dell’ordine. Gli stessi, poi, si sono diretti contro la sede del Cipe in via delle Marcede e anche lì sono stati dispersi dalla polizia, prima di ricongiungersi al grosso della manifestazione.