Frutta e verdura a “0 euro”: la protesta degli esercenti per riportare in piazza il mercato di Ponte Milvio

La promessa era un miglioramento delle condizioni di lavoro, ma il risultato dello spostamento al chiuso è stato una riduzione del 60% dei banchi e del 70% del giro d’affari. Per questo i commercianti del mercato di Ponte Milvio stamattina si sono dati appuntamento sotto la torretta del Valadier per “vendere” frutta e verdura a “zero euro”, gratis. Chiedono di poter tornare a vendere all’aperto, al centro della piazza. È lì che tradizionalmente si trovavano i loro banchi, finché nel 2006, in piena era Veltroni, non furono spostati nella struttura al chiuso di via Riano. Alla protesta ha partecipato una quarantina di esercenti, praticamente tutti quelli sopravvissuti al trasferimento, con un cappio al collo e con grembiuli con la scritta «Noi non ci facciamo suicidare». «Chiediamo di tornare al centro della piazza, dove siamo sempre stati perché il mercato è nato con la piazza di Ponte Milvio e deve tornare nella sua storica collocazione», ha spiegato Giovanni Papi, presidente degli operatori del mercato di Ponte Milvio. È stato ancora lui a chiarire che la  situazione «è drammatica», spiegando che da cento banchi che c’erano una volta ne sono rimasti 40 e che gli incassi si sono ridotti del 70%. Non solo: il mercato, che storicamente era uno dei più fiorenti e famosi della città, a fine anno rischia di chiudere, schiacciato dalla concorrenza dei grandi supermercati e dai disservizi della nuova collocazione. La struttura di via Riano «non ha parcheggi pubblici per i clienti e dall’esterno – ha spiegato Giovanna Marchese Bellarotom, presidente di Assocommercio Roma Nord – è impossibile vedere l’area commerciale». «Questa protesta – ha aggiunto – si è concretizzata con una “vendita solidale” per sensibilizzare i cittadini sull’importanza vitale che il mercato svolge come servizio per l’intero quartiere, oltre che per difendere il nostro diritto alla sopravvivenza e denunciare i problemi che dobbiamo affrontare». «Spostandoci – ha concluso la rappresentante dei commercianti – hanno snaturato la vocazione di quella che deve essere l’attività mercatale: un centro di servizi essenziale all’aperto. È assolutamente necessario un intervento risolutivo per restituire dignità e lavoro a quanti hanno avuto la forza di andare avanti».