Forza Italia e Ncd, una separazione “consensuale” che può rimettere in moto la politica

A dispetto dei toni cupi e drammatici dei giorni scorsi, la “separazione  consensuale” tra Alfano e Berlusconi e la nascita di due distinti soggetti dalla fine del Pdl potrebbero ridare smalto e vigore all’azione e all’immagine dell’intero centrodestra, ponendo le premesse per l’affermazione di una coalizione capace di sfidare con successo il  centrosinistra  sul piano della visione di governo e della spinta riformatrice. Stando ad esempio ai primi sondaggi effettuati dopo la scissione, sembrerebbe che le turbolenze di questi  giorni non hanno affatto danneggiato l’area dell’ex Pdl, che cresce complessivamente dello 0,7 nelle intenzioni di voto. Per l’esattezza,  l’Ncd di Alfano otterrebbe il 7,1 per cento dei consensi, mentre Forza Italia  si attesterebbe sul 18,1. Complessivamente il centrodestra otterrebbe 33,7 per cento dei voti. È quanto emerge dalla ricerca effettuata da Emg e diffusa da il TgLa7.  Non si può certamente stabilire quale potrà essere l’impatto degli eventi di questi giorni solo sulla base dei sondaggi d’opinione. Ma, se il buon giorno si vede dal mattino, l’atmosfera che si respira in queste giornate qualcosa pur significa, al netto dei miasmi velenosi sprigionati dalle accuse di “tradimento” e dalle previsioni dei soliti profeti di sventura.

Il problema è che la divaricazione all’interno del Pdl era nei fatti e nell’evoluzione subita dalle sue varie anime in questo ultimo anno. Una divaricazione e una evoluzione che non potevano certo essere sacrificate sull’altare di un’unità di mera facciata. Andando più in profondità, si potrebbe anche dire che la “separazione” in casa Pdl rappresenta una risposta flessibile a una condizione storico politica quanto ai contraddittoria, una condizione in cui non è facile (anzi diciamo che è impossibile) tenere insieme l’esigenza di rappresentare la legittima esasperazione sociale prodotta dalla crisi e l’altrettanto sacrosanta esigenza della governabilità in un momento che continua a essere assai delicato per l’Italia. Dalla crisi non siamo affatto usciti.

È in questo quadro che vanno collocate  le più recenti dichiarazioni di Alfano, il quale afferma di non  sentirsi  affatto un traditore «perché la nostra scelta non è stata contro Silvio Berlusconi ma per sostenere il governo a favore dell’Italia». E  subito dopo così aggiunge: «Siamo con Berlusconi con affetto e amicizia e combatteremo insieme la battaglia per avere meno tasse e una giustizia migliore. Siamo con Berlusconi nella stessa alleanza ma non nello stesso partito». Il leader del Nuovo Centrodestra ha anche  detto che presto la nuova formazione politica farà un congresso: «Ma prima dobbiamo essere battezzati perché intendiamo fare tutto democraticamente dal basso. Con Berlusconi c’è un immutato vincolo di affetto». Insomma, nuovi processi politici si potrebbero rimettere presto  in movimento. A dispetto di tutti coloro che si sono inutilmente  stracciati le vesti in questi giorni.