Forza Italia al Quirinale: «Ora l’apertura della crisi». Napolitano: «Ci sarà un passaggio in Parlamento»

Forza Italia chiede al Colle l’apertura della crisi di governo. Ma Giorgio Napolitano temporeggia e ribadisce la necessità di sottoporre il governo Letta alla fiducia delle Camere: ci sarà un passaggio parlamentare sulla crisi che segni discontinuità politica con larghe intese tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulla legge di stabilità. Le forme e i tempi di questo passaggio, come chiarisce l’ufficio stampa del Quirinale, saranno oggetto di una consultazione del presidente della Repubblica con il presidente del Consiglio. La mission di Forza Italia al Colle era già stata annunciata il giorno in cui gli azzurri hanno votato no alla legge di stabilità e di fatto sono passati all’opposizione. Durante l’incontro durato un’ora è stato sottolineato che l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza che aveva portato alla nascita del governo Letta comporta «la necessità di un’apertura formale della crisi di governo, con le dimissioni di Enrico Letta, per affrontare in Parlamento la nuova situazione che scaturisce dalla fine del governo delle larghe intese». La delegazione azzurra (costituita dai capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, con i parlamentari Maurizio Gasparri, Simone Baldelli, Anna Maria Bernini, Mariastella Gelmini, Nitto Francesco Palma, Altero Matteoli, Elio Vito e Giancarlo Galan) – si legge in una nota del partito – ha sottolineato che «la piattaforma politico programmatica che era alla base della costituzione del governo di larghe intese aveva la stessa maggioranza con cui si era avviato in Parlamento il percorso delle riforme istituzionali. Un processo di discontinuità che coinvolge l’esistenza del governo non può non avere lo stesso tipo di influenza per quanto riguarda l’iter delle riforme». Per gli esponenti di Forza Italia «il contesto che si è realizzato non può essere archiviato con la fiducia ottenuta al Senato dal governo sulla legge di stabilità. Un voto su un singolo provvedimento, seppur importante, non può bastare a decretare la fine di una grande coalizione e la nascita di qualcosa che con quel progetto politico non ha nulla a che vedere». I capigruppo Brunetta e Romani hanno illustrato al Capo dello Stato la situazione che si è venuta a creare dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi, «atto finale di un percorso viziato da gravissime forzature procedurali e regolamentari nella Giunta delle elezioni di Palazzo Madama», e in particolare «dall’aberrante decisione della Giunta per il regolamento di procedere con una votazione sulla decadenza a scrutinio palese». «Sono stati segnalati – si legge nella nota degli azzurri – i comportamenti inaccettabili messi in atto dal presidente del Senato, Pietro Grasso, durante la seduta che ha votato la decadenza del senatore Berlusconi, comportamenti che hanno evidenziato inaudite forzature delle quali è stato informato il Capo dello Stato».