Fischi per Hollande all’Arco di Trionfo dai Berretti rossi: «Dimettiti, dittatore». Settanta i fermati

Dai fischi degli operai davanti alla Bastiglia del 14 luglio a quelli dei berretti rossi della protesta bretone contro le tasse. Il battesino delle commemorazioni dell’armistizio del 1918 è andato male per François Hollande, ai minimi storici di popolarità, che è stato contestato duramente questa mattina a Parigi mentre si recava all’Arco di Trionfo. Quando il corteo presidenziale ha imboccato les Champs-Elysées tutto era ancora sotto controllo ma non appena l’auto di monsieur le president si è avvicinata all’Arco per l’omaggio ai caduti della Grande Guerra sono partiti i fischi. Un gruppo di manifestazioni ha scavalcato le transenne e occupato il centro della strada di fronte allo sbarramento degli agenti. Alcuni avevano i “berretti rossi” simbolo della rivolta in Bretagna contro il governo, altri, esponenti del Front national, gridavano “Hollande dimettiti, dittatore, non vogliamo la tua legge” polemizzando con il via libera alle nozze e alle adozioni gay. Molti sono finiti a terra  bloccati a terra dall’intervento della polizia, mentre su Twitter hanno cominciato a circolare le foto dei fermati in un tam tam di ironie contro il “presidente di tutti”: sarebbero  70 le persone fermate per i tafferugli, ha reso noto la Prefettura. Bersaglio dei manifestanti il dilettantismo del governo, le imposte troppo alte e il matrimonio per tutti. «On n’en peut plus, non ne possiamo più», ha detto un giovane venticinquenne coperto dall’anonimato. Nelle intenzioni dell’inquilino dell’Eliseo (che nel pomeriggio sarà ad Oyonnax, al confine con la Svizzera), il ciclo di commemorazione per il 95esimo anniversario dell’armistizio della prima Guerra Mondiale doveva essere un’occasione preziosa per rinsaldare i francesi nel nome della “gloriosa” storia comune, un’autentica ossessione del presidente socialista di fronte alle tensioni crescenti che rischiano di infiammare il Paese tra i delusi della sinistra e il successo montante di Marine Le Pen .