Fiducia sulla legge di stabilità. Franceschini: «È necessario per verificare la maggioranza»

Il governo porrà la fiducia sulla legge di stabilità. La decisione, annunciata dal ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, era nell’aria per due dati, uno tecnico e uno politico, entrambi però condizionati dal voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Prima di tutto c’è il problema dei tempi troppo stretti, soggetti a continui slittamenti e sui quali pesa il fatto che mercoledì l’aula sarà impegnata sul caso del Cavaliere. Nel calendario dell’assemblea il testo dovrebbe essere affrontato oggi alle 15, ma la Commissione bilancio è nel pieno del confronto e non ha ancora trattato questioni fondamentali come la casa, la sanatoria delle cartelle esattoriali, gli stadi, le spiagge. Per questo ci si aspetta che nel primo pomeriggio di oggi si tenga, invece, una riunione della conferenza dei capigruppo per la ricalendarizzazione dei lavori in aula, che così rischiano di incrociare il rischioso voto sulla decadenza. Qui si inserisce la questione politica, perché il governo teme che sulla legge di stabilità possa arrivare la risposta dei berlusconiani alla decadenza del Cavaliere, tanto più che domani la riunione dei gruppi di Forza Italia discuterà della possibilità di passare all’opposizione. «Noi – ha detto in un’intervista a Repubblica Maria Stella Gelmini – non siamo per una stabilità vuota, non pensiamo che stare al governo sia un fine» e «non potremo trascurare alcuni fatti come la bocciatura dei nostri emendamenti o il grande pasticcio sulla casa». Secondo il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, intervistato dal Messaggero, invece, il governo non rischia grazie «alla nostra scelta di responsabilità». Una linea di condotta, quella degli alfaniani, che per Lupi dovrebbe fare propria anche Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, ha detto il ministro, dovrebbe «acquisire quanto prima la consapevolezza che questo non è il governo del Pd» e «ascoltare la proposta di Alfano sui cinque punti programmatici». Ma che la valutazione politica sia prevalente rispetto a quella sui tempi emerge anche nelle parole di Franceschini. «Sulla legge di stabilità – si legge in una nota – porremo la questione di fiducia. Rispetteremo totalmente il lavoro del parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando. La fiducia è però necessaria – ha sottolinato Franceschini – non soltanto per garantire i tempi di approvazione, ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare». Una decisione contestata da Maurizio Gasparri. «Apprendiamo che il governo porrà la questione di fiducia sulla legge di stabilità. Ma su cosa? A quest’ora della giornata ancora non sappiamo che cosa intende fare l’esecutivo sulla casa e su altre questioni fondamentali. Si pone la fiducia, quindi, su quale testo?», ha detto il senatore di Forza Italia.